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Francesca Grilli, Ring Ring Ring, 2013, anello in ottone, base in sale; Hand #1, Hand #2, Hand #3, 2023, stampa fotografica su tessuto elastico, Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino, Napoli ©Stefano Anzini Premio Gallarate: cinque artisti per l'Olimpiade Culturale
Parola, corpo, suono e relazione: sono i linguaggi dei cinque artisti selezionati per la XXVIII edizione del Premio Gallarate. Arte Viva al Museo MA*GA dall'11 febbraio all'11 ottobre 2026, nel programma dell'Olimpiade Culturale Milano Cortina.

Parola, corpo, suono, relazione con l'altro: sono i linguaggi che accomunano i cinque artisti protagonisti di "Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica", XXVIII edizione del Premio Gallarate in programma al Museo MA*GA dall'11 febbraio all'11 ottobre 2026.

Allison Grimaldi Donahue, Francesco Fonassi, Francesca Grilli, Beatrice Marchi e Martina Rota presentano opere che assumono una dimensione processuale e relazionale, interrogando i confini tra arte e pubblico. La mostra, curata da tre figure di primo piano del sistema museale italiano – Lorenzo Balbi (MAMbo Bologna), Eva Fabbris (Madre Napoli) e Caterina Riva (MACTE Termoli) – è realizzata con il contributo di Regione Lombardia e inserita nel palinsesto dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Un organismo vivo

Arte Viva non è un oggetto statico da osservare, ma un processo relazionale in costante trasformazione. Come spiegano Emma Zanella e Alessandro Castiglioni, rispettivamente Direttrice e Vicedirettore del MA*GA, la mostra è stata immaginata per contribuire alla legacy olimpica sul territorio lombardo.

«Questi processi espressivi coinvolgono parola, corpo, suono e relazione con il pubblico, favorendo un'esperienza collettiva e dinamica dell'arte – sottolineano. Le pratiche messe in campo dagli artisti, basate sulla condivisione e sulla partecipazione, richiamano direttamente alcuni dei principi fondanti dei valori olimpici: rispetto, inclusione, universalità e sostenibilità».

Le cinque opere, concepite come dispositivi relazionali, saranno attivate dagli artisti e dal pubblico durante gli otto mesi di apertura, culminando in un momento collettivo durante la quinta edizione del Festival ARCHIVIFUTURI, dal 5 al 7 giugno 2026.

Mail Art e archivi: Allison Grimaldi Donahue

Artista, scrittrice e traduttrice americana, Allison Grimaldi Donahue (Middletown, Connecticut, 1984) ha esplorato l'archivio del MA*GA concentrandosi sulla Mail Art e sulla sua storia territoriale e internazionale. Per "Willing to Collaborate" (2026) ha attinto ai materiali non catalogati dell'Archivio The Mythical Image di Gino Gini e ai saggi di Fernanda Fedi.

L'installazione ambientale accosta materiali storici e opere della collezione del museo a cartoline contemporanee raccolte dall'artista. Il pubblico è invitato a realizzare le proprie cartoline e depositarle in una cassetta postale, contribuendo alla trasformazione dell'archivio in una nuova forma di comunicazione collaborativa.

Il disastro di Seveso cinquant'anni dopo: Francesco Fonassi

Artista sonoro e ricercatore bresciano, Francesco Fonassi (1986) dedica il suo intervento al cinquantesimo anniversario del Disastro di Seveso, quando nel 1976 l'esplosione di un reattore della fabbrica ICMESA rilasciò una nube di diossina causando uno dei più gravi incidenti ambientali europei.

"Fog, Sound (Seveso 1976/2026)" prevede l'installazione di fog horns, manufatti nautici giapponesi utilizzati per segnalare la presenza di imbarcazioni nella nebbia. Durante la mostra, i segnalatori verranno attivati in azioni sonore e performative presso il Bosco delle Querce – nato negli anni Ottanta sopra i residui chimici interrati – e nello spazio esterno del Museo, con il coinvolgimento della comunità di Seveso.

Memoria e migrazione: Francesca Grilli

Bolognese, classe 1978, Francesca Grilli presenta "Ring Ring Ring" (2013), nato da una ricerca sulle prime comunità di migranti italiani a New York. Al centro dell'opera un anello, prima realizzato in cera e poi fuso in ottone, che conserva la memoria del contatto e del viaggio.

L'oggetto-scultura diviene protagonista di un'azione rituale: manipolato e lucidato da un performer, produce un suono amplificato che evoca le onde del mare e la distanza fisica ed emotiva dell'emigrazione. Sulle pareti del museo la serie "Hand" (2023) amplifica la riflessione sulla mano come metafora del fare, della memoria tattile e, attraverso le sue linee, oracolo del futuro.

Oggetti che prendono vita: Beatrice Marchi

Gallaratese, nata nel 1986, Beatrice Marchi torna nella sua città con "Frozen in the North" (2024), installazione composta da video e oggetti. L'opera immagina la vita autonoma e paradossale di borse, zaini e sacchetti abbandonati in un vagone della metropolitana.

Una borsa prende vita e si muove all'interno di un tunnel che si trasforma gradualmente in un passaggio organico e anatomico. Stasi e movimento, quotidianità e sogno, luoghi reali e immaginari si mescolano trasfigurando episodi autobiografici in una riflessione sulla contemporaneità.

L'acqua come esperienza: Martina Rota

La più giovane del gruppo, Martina Rota (Bergamo, 1995) presenta "I still have a voice for you" (2026), installazione dedicata all'acqua. In una vasca trasparente è immersa un'immagine fotografica, un'altra è sospesa nello spazio, tutt'intorno riecheggia un racconto sonoro.

L'opera conduce il visitatore in una dimensione di ascolto e riflessione dove l'esperienza dell'acqua diventa fisica ed emotiva. La ricerca dell'artista si concentra sull'elaborazione del trauma, sulla cura e sulla memoria, strutturando le opere come luoghi di incontro in cui il corpo dialoga con il contesto circostante.

76 anni di Premio Gallarate

«Con questa edizione prosegue una tradizione artistica che caratterizza la nostra città dal 1950 – dichiara il Sindaco Andrea Cassani. È grazie alla continuità di questo Premio che il nostro museo ha costituito la propria collezione».

«Nel 2025 abbiamo celebrato i 75 anni del Premio con la mostra Atto Unico, che ha portato oltre diecimila visitatori – ricorda l'Assessore Claudia Maria Mazzetti. Questa nuova edizione prosegue la storia che traccia il profilo della nostra identità culturale».

«Il Premio Gallarate si conferma un'eccellenza capace di rinnovarsi – sottolinea Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia. Il MA*GA si consolida come polo strategico in grado di dialogare con i grandi centri di produzione contemporanea. Portare l'arte fuori dalle teche per farla diventare processo relazionale significa rendere la cultura un patrimonio vivo».

«Il Premio si conferma un organismo vivo, capace di rinnovarsi senza perdere identità – conclude Giovanni Orsini, Presidente dell'Associazione Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate ETS. La costituzione come ente di terzo settore rafforza il nostro impegno pubblico e civile».

I curatori

Lorenzo Balbi dirige il MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna. Eva Fabbris è alla guida del Madre – Museo d'arte contemporanea Donnaregina di Napoli. Caterina Riva dirige il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli. La loro proposta introduce al MA*GA azioni artistiche dinamiche, con l'intenzione di includere i linguaggi performativi nella collezione permanente.

Biografie degli artisti

Allison Grimaldi Donahue (1984), vincitrice del Premio Italian Council, ha realizzato performance e installazioni per Guggenheim Foundation Venice, Pirelli Hangar Bicocca, MACRO, MAMbo, Kunsthalle Bern. Autrice di "The History of Breathing" (Diaphnes, 2025).

Francesco Fonassi (1986), vincitore del Talent Prize 2020 e Italian Council 2025, ha esposto al Palais de Tokyo, MAXXI, Museion, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Co-direttore di Spettro, venue di ricerca sonora a Brescia.

Francesca Grilli (1978) ha partecipato al Padiglione Italia della 55. Biennale di Venezia (2013) e ha esposto a MAXXI, Nasjonalmuseet Oslo, Palais De Tokyo, Van Abbemuseum, Serpentine Gallery.

Beatrice Marchi (1986), docente all'Akademie der Bildenden Künste di Norimberga, vincitrice di ArteVisione 2023, ha esposto a Museion, Fondazione Prada Milano e Tokyo, MACRO, 16ma Quadriennale di Roma.

Martina Rota (1995), co-fondatrice di MASSIMO, ha partecipato alla Biennale di Venezia 2016 e 2025 come performer per Boris Charmatz e Puppies Puppies.

Francesco Fonassi, Fog, Sound (Seveso 1976-2026),2026, installazione ambientale, mixed media © Stefano Anzini

Informazioni pratiche

Mostra: Arte Viva. Processi performativi e partecipativi come pratica – XXVIII Premio Gallarate

Curatori: Lorenzo Balbi, Eva Fabbris, Caterina Riva

Sede: Museo MA*GA, Via E. De Magri 1, Gallarate (VA)

Periodo: 11 febbraio – 11 ottobre 2026

Orari:

  • Martedì-venerdì: 10:00-18:00 (fino al 12 aprile 10:00-19:00)
  • Sabato-domenica: 11:00-19:00

Biglietti: inclusi nel biglietto d'ingresso al Museo

Festival ARCHIVIFUTURI: 5-7 giugno 2026

Contatti: Tel. +39 0331 706011 | info@museomaga.it | www.museomaga.it

Promosso da: Regione Lombardia (bando "Olimpiadi della Cultura – progetto Orizzonti in movimento")

Nel palinsesto di: Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026

Francesca Grilli, Ring Ring Ring, 2013, anello in ottone, base in sale; Hand #1, Hand #2, Hand #3, 2023, stampa fotografica su tessuto elastico, Courtesy l’artista e Galleria Umberto Di Marino, Napoli ©Stefano Anzini
 
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