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Incontri. Una collezione svelata di Giancarlo Sangregorio |
| La collezione personale di Giancarlo Sangregorio, costruita lungo una vita di amicizie e incontri tra artisti, va in mostra dal 16 maggio al 29 novembre 2026 nella nuova area Spazio Luce della Fondazione di Sesto Calende. 34 opere, da Fontana a Baj. |
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Si può raccontare la vita di uno scultore attraverso i suoi incontri? È esattamente quello che fa la Fondazione Giancarlo Sangregorio di Sesto Calende (VA) nella mostra Incontri. Da Fontana a Baj, da Rotella a Mondino. Una collezione svelata, in programma dal 16 maggio al 29 novembre 2026. È la rassegna scelta per inaugurare la nuova area espositiva della Fondazione, Spazio Luce, ricavata dal recupero di un vecchio edificio rurale e aperta al pubblico sabato 16 maggio 2026. La cura è di Lorella Giudici, con il contributo di Martina Cortese. 34 opere, tutte provenienti dalla collezione personale di Giancarlo Sangregorio (1925-2013), raccontano un ritratto poco scontato dello scultore: non l'autore visto dalle sue stesse mani, ma l'uomo guardato attraverso gli occhi e i lavori degli artisti che ha incontrato, amato, sostenuto, ospitato. Giancarlo Sangregorio, in due righePer inquadrare bene il senso di questa rassegna, vale la pena ricordare in due righe chi è stato Sangregorio. Scultore lombardo, classe 1925, ha sviluppato lungo l'arco di tutta la seconda metà del Novecento una ricerca scultorea fondata, come ricorda anche il nuovo logo di Spazio Luce firmato da Stefano Barbato, sul dialogo tra materia e forma. La sua casa-atelier di Sesto Calende, oggi museo, è il luogo che la Fondazione continua a far vivere; la mostra Incontri è il modo per portare a Spazio Luce quella stessa idea di scultura come pratica relazionale. Una collezione personale di oltre cento opereIl fondo da cui la mostra attinge è una raccolta consistente. Lo ricorda la curatrice Lorella Giudici: "Giancarlo Sangregorio ci ha lasciato una raccolta di opere (oltre cento) di artisti del suo tempo, ognuna delle quali è una conferma di stima, il segno di un'amicizia, la testimonianza di un incontro, uno scambio tra colleghi di tutto il mondo". Sono, in altre parole, opere che raccontano i ricordi di una vita, ma anche il mondo dell'arte, in particolare degli anni cinquanta, sessanta e settanta, con la sua pluralità di linguaggi, l'affermazione di nuovi stili e la narrazione di un tempo che, scrive Giudici, "per taluni resta interiore e per altri ha invece necessità di guardare al simbolo e al sociale". Per la mostra ne sono state selezionate 34, capaci di costruire un dialogo tra alcune delle personalità più rilevanti dell'arte italiana del secondo Novecento: da Lucio Fontana a Enrico Baj, da Mimmo Rotella ad Aldo Mondino, e altri ancora. Maria Luisa de Romans, la prima compagnaUna collezione fatta di incontri inizia, inevitabilmente, dagli affetti più stretti. Tra i nomi presenti in mostra c'è quello di Maria Luisa de Romans, sua prima compagna: la sua presenza è il prologo intimo dell'intero percorso, e ricorda quanto, nella biografia di Sangregorio, lavoro e vita privata abbiano camminato insieme. I "vicini di casa": Fontana, Baj, Monti, Azuma, FrattiniTra i legami più profondi e duraturi della sua vita figura il nucleo di artisti che erano suoi "vicini di casa": Lucio Fontana, Enrico Baj, Silvio Monti, Kengiro Azuma e Vittore Frattini. È un piccolo paragrafo della storia dell'arte italiana del Novecento. Vederli in mostra all'interno di una raccolta privata ha un effetto diverso da quello che produrrebbe vedere le stesse opere in un'antologica museale: non sono "il maestro", sono il vicino di casa, lo scambio di una sera, il regalo di un'amicizia. Una prospettiva che cambia anche il modo di guardare le opere. Le collettive e gli incontri: da Rotella a MondinoCon molti altri autori presenti in mostra, Sangregorio ha esposto in importanti collettive, che spesso sono state proprio l'occasione del primo incontro. Tra i nomi citati nel progetto, e che il pubblico ritroverà in mostra: Mimmo Rotella, Concetto Pozzati, Hsiao Chin, Emilio Scanavino, Aldo Mondino, Valentino Vago, Gianni Dova, Martin Schulz Kirchner, Tino Stefanoni, Enzo Esposito. È, di fatto, una geografia di scambi: nomi italiani e nomi internazionali, generazioni diverse, linguaggi figurativi, astratti, neodada, sperimentali. Una pluralità che testimonia non solo la curiosità di Sangregorio, ma anche la mobilità del sistema dell'arte di quegli anni. Albissola, Pirelli e le esperienze creative condiviseCon alcuni di questi autori il rapporto non si è fermato all'esposizione collettiva. Sangregorio ha condiviso con loro esperienze creative vere e proprie. Tra le più rilevanti, le trasferte ad Albissola Marina, dove l'amico Sergio Dangelo aveva aperto un centro culturale. In mostra, di Dangelo, è presente un'opera emblematica: Otello. Un altro nome importante è quello di Pietro Pirelli, con il quale Sangregorio ha dato vita a un concerto di pietre: un'esperienza al confine tra scultura e musica che si presta a essere riletta oggi come pratica interdisciplinare ante litteram. I ritratti "per affetto": Arturo Martini e Massimo CampigliOltre alle opere legate a compagni di esperienze, la collezione include lavori scelti per "affetto": pezzi che Sangregorio ha desiderato avere nella propria casa per il valore di figure di riferimento. Tra questi, la testa in bronzo di Arturo Martini, intitolata Il vento, e la litografia di Massimo Campigli, Donne con la collana, datata 1951. Una collezione, in definitiva, eterogenea, curiosa, inedita, che attraversa almeno cinque decenni del secolo scorso e che conduce nel mondo di Sangregorio attraverso gli occhi e la memoria di tanti amici che lo hanno conosciuto, incontrato, amato. Lo spazio: Spazio Luce, immerso nel Parco del TicinoLa mostra è il primo evento ospitato da Spazio Luce, la nuova area espositiva della Fondazione, nata dal recupero di un vecchio edificio rurale grazie a un bando di Fondazione Cariplo. Lo spazio si trova immerso nel verde del Parco del Ticino, a Sesto Calende, all'estremità meridionale del Lago Maggiore, sul confine con il Piemonte. L'obiettivo dichiarato è di farne un luogo dinamico destinato a ospitare mostre temporanee, incontri, dialoghi interdisciplinari e progetti dedicati ai giovani artisti. La madrina d'onore della giornata inaugurale di sabato 16 maggio 2026 sarà la scienziata Amalia Ercoli Finzi. Il progetto è realizzato con il patrocinio di Regione Lombardia e del Comune di Sesto Calende, con il sostegno di Fondazione Cariplo e con la sponsorizzazione di FNM Group ed Enel. La voce di chi lo ha voluto la sintetizza Francesca Marcellini, presidente della Fondazione Giancarlo Sangregorio: "L'apertura di questo nuovo spazio rappresenta non solo un ampliamento fisico della Fondazione, ma soprattutto un'apertura verso nuove possibilità di incontro, dialogo e ricerca. Vogliamo che questo ambiente diventi un punto di riferimento per studiosi, artisti, giovani e visitatori, un luogo vivo dove l'arte possa essere vissuta come esperienza condivisa". Scrigni di luce: la giovane scultura nello Spazio AtelierIn parallelo alla mostra principale, nello Spazio Atelier della Fondazione si tiene Scrigni di luce, personale di Paola Ravasio (Varese, 1978), in mostra dal 16 maggio al 26 luglio 2026. Ravasio, prima vincitrice del Premio Sangregorio, torna a esporre in Fondazione a dodici anni di distanza con una selezione di opere recenti. Le sue sculture nascono da agglomerati di materia bianca, che sia gesso o resina, per divenire, come ebbe modo di sottolineare lo stesso Giancarlo Sangregorio, "tutt'uno con la luce (materia–luce non luce che si posa sulla materia)": veri e propri Scrigni di luce metafisici. Al piano terra dello stesso Atelier sono presentate sei opere che compongono il nucleo delle acquisizioni della Fondazione Sangregorio, donate da artisti che qui hanno esposto. Tra queste, la scultura di Alex Bombardieri, vincitore della seconda edizione del Premio Sangregorio dedicato alla giovane produzione scultorea. A settembre, l'Atelier ospiterà un focus dedicato a Sergio Floriani. Il catalogoLa mostra è accompagnata da un catalogo online, edizione FSG, con testo di Lorella Giudici e fotografie di Alessio Tamborini, scaricabile dal sito di Fondazione Sangregorio.
Informazioni utili per la visita
Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net. |
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