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Storia antichissima e travagliata quella della città di Milano: più volte ridotta ad un cumulo di macerie, ma mai annientata nel profondo, ha sempre dimostrato la capacità di risorgere più forte e più grande .....
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Che il nome Milano derivi da Mediolanum è cosa certa, più controversa è l'origine di quest'ultimo, sulla quale sono state avanzate due ipotesi: la prima ne attribuisce l'origine al nome di un primo stanziamento celtico chiamato Midland (terra di mezzo), in seguito latinizzato in Mediolanum; l'altra ipotesi lo attribuisce ad un bassorilievo rappresentante una scrofa ricoperta per metà di lana, da cui “mezzalana” ed in seguito Mediolanum.

Nella metà del III secolo a.C l'espansione romana giunse sino alla pianura del Po ed i Romani iniziarono ad edificare le loro città nei pressi del primo stanziamento celtico ma, prima di conquistare Mediolanum, dovettero fare i conti con Annibale e le popolazioni locali.
Nel 49 a.C con l'arrivo di Giulio Cesare in città, Mediolanum fu elevata a “municipium” e furono iniziate le edificazioni di numerose opere come il grandioso teatro romano di 7.000 posti, i cui resti sono tuttora visibili nei pressi del Palazzo della Borsa. La città di Mediolanum, intorno al 286 d.C, venne scelta come residenza dall'imperatore romano d'Occidente Massimiliano e fu in questo periodo che le maggiori opere furono costruite: l'anfiteatro (nei pressi di via Arena), il foro (piazza San Sepolcro), le sedici colonne corinzie della Basilica di San Lorenzo ed una maestosa cinta muraria di cui, ai giorni nostri, rimangono visibili una torre poligonale, la Porta Ticinensis al Carrobbio ed un tratto fortificato al Monastero Maggiore.

Nella prima metà del IV secolo Milano è per grandezza e numero di abitanti la seconda città
dell'Occidente dopo Roma e con il passare degli anni Milano divenne un importante centro del cristianesimo e, proprio per questo motivo, nel 313 l'imperatore Costantino emanò l'editto di tolleranza nei confronti della nuova religione, concedendo la libertà di culto. Una delle più importanti figure di questo contesto storico fu Ambrogio, vescovo di Milano dal 374 al 397, che influenzò l'imperatore Teodosio e lo convinse a mettere al bando tutti i culti non cristiani.

Con la crisi dell'Impero romano, a causa delle devastazioni barbariche, la città di Milano iniziò a perdere importanza e l'imperatore Onorio (figlio di Teodosio) trasferì la propria residenza a Ravenna e Milano divenne facile preda delle orde barbariche.

Nel 569 Milano fu occupata dai longobardi ed in particolare dal re Alboino: numerose famiglie patrizie e del clero dovettero lasciare la città, la quale non viveva tempi particolarmente floridi.
Il primo spiraglio di luce comparve in concomitanza con l'arrivo di Carlo Magno che scelse Milano come propria residenza ma, alla sua morte, in città tornò il caos: nel 1024 l'arcivescovo Ariberto d'Intimiano consacrò re d'Italia Corrado II “il Salico” con il quale successivamente entrò in lotta  quando quest'ultimo si intromise nei conflitti interni alla feudalità milanese. Corrado II iniziò ad assediare la città ma dovette fare i conti con il popolo milanese capitanato dall'arcivescovo Ariberto il quale, secondo una leggenda, donò loro l'insegna del Carroccio che avrebbe poi accompagnato i milanesi in tutte le guerre dell'età comunale.


La morte di Corrado II non bastò per riportare la pace a Milano dove, l'abbiente ceto medio (formato da banchieri, mercanti e artigiani) si oppose al potere dei feudatari e, in seguito, le controversie videro protagonisti da un lato il clero appoggiato dai nobili e dall'altro i “Patarini”, ovvero il popolo. Inizialmente il popolo sembrò prevalere ma, dopo la morte del loro capo ed alcune separazioni interne, le lotte interne alla città terminarono. In seguito a questi ultimi avvenimenti, a Milano si insediò un nuovo sistema di governo comunale formato dagli arcivescovi e dalla grossa borghesia: in questo periodo, la forte campagna di espansione territoriale intrapresa dalla città, portò alla conquista di Lodi e Como e, di conseguenza al controllo dei passi di Lugano e Chiasso.

L'espansione di Milano, ormai diventata la più importante città della Lombardia, fu fermata nella seconda metà del XII secolo da Federico Barbarossa: la città di Milano venne distrutta ed assediata con la complicità delle altre città lombarde. I milanesi con l'aiuto della Lega Lombarda, nata nel 1167 e presieduta dall'arcivescovo milanese Galdino, contrastarono gli assedi di Barbarossa e lo sconfissero a Legnano il 29 maggio 1176. Con gli anni mercanti ed artigiani rafforzarono il proprio potere sociale all'interno del Comune: nel 1233 venne costruito il Palazzo della Ragione, simbolo romanico del Libero Comune e promossero una politica di opposizione all'aristocrazia cittadina.

I decenni successivi vedono un lento e progressivo emergere dell'aristocrazia cittadina culminante con la vittoria del partito nobiliare nel 1277 capitanato dall'arcivescovo Ottone Visconti: ha così inizio la  signoria viscontea che riporterà Milano al centro di quell'antico potere politico ed economico di un tempo. Durante la dominazione viscontea, sotto il profilo architettonico, si afferma lo stile gotico, nel 1386 inizia la costruzione del Duomo e numerosi artisti giungono a Milano arricchendo il patrimonio artistico e culturale della città. Alla morte di Gian Galeazzo, nel 1402 succede Filippo Maria il quale si trova a dover fronteggiare  l'offensiva delle Repubbliche di Firenze, di Venezia e dello Stato Pontificio, decisi a limitare il potere di Milano.
 
Alla morte di Filippo Maria, avvenuta nel 1447 senza lasciare eredi, i milanesi cercarono di restaurare l'antico organismo comunale, il tentativo fallì a causa dell'opposizione delle numerose famiglie nobili desiderose di metter mano sull'eredità viscontea: avrà la meglio Francesco Sforza, la cui dinastia regnerà sino al 1535. In questo periodo la popolazione cresce sino a raggiungere i 60.000 abitanti, le attività commerciali e artigianali rifioriscono, si costruiscono grandi opere come il Castello Sforzesco e l'Ospedale Maggiore, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria della Passione ed i maggiori artisti del tempo (tra cui Leonardo da Vinci e Bramante) danno nuovo slancio allo sviluppo artistico della città.
Dopo aver raggiunto l'apice della prosperità, Milano ed il suo ducato attraversano un periodo buio: sono gli anni della dominazione spagnola che durerà centosettanta anni. Nonostante il pesante regime fiscale imposto dagli spagnoli, le epidemie (di cui una splendidamente descritta nei Promessi Sposi) e l'impoverimento dei milanesi, vengono costruite numerose opere: Federigo Borromeo (cugino di Carlo Borromeo, grande portavoce della Controriforma cattolica successivamente diventato santo) promuove la costruzione della Biblioteca Ambrosiana nel 1609, cui due anni più tardi verrà annessa una galleria di dipinti che andrà a formare il nucleo originale della Pinacoteca Ambrosiana. Tra le altre opere di quegli anni ricordiamo anche il cortile di Brera, Palazzo Litta, Palazzo Cusani e i sontuosi affreschi di Tiepolo di Palazzo Clerici.

Il passaggio dal dominio spagnolo a quello austriaco è datato 1706, anno in cui Milano viene presa da Eugenio di Savoia per conto dell'imperatore Giuseppe I. La ripresa economica e sociale avviene, però,
 con la salita al trono dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria: un più equo sistema fiscale, l'abolizione della censura ecclesiastica e dell'Inquisizione, coincidono con la fioritura dei commerci, dell'architettura neoclassica e della cultura illuministica. In città sorgono numerose industrie (vetrerie, filanderie e cartiere) e vengono pavimentate numerose strade; nel 1778 viene inaugurato il Teatro alla Scala e, nel 1774, sulla guglia più alta del Duomo viene posto il simbolo per eccellenza di Milano: la Madonnina.
La dominazione austriaca termina il 15 maggio 1796, data dell'ingresso a Milano dell'esercito di Napoleone Bonaparte: la città diventa capitale della neocostituita Repubblica Cisalpina e continua la propria espansione economica e culturale, nonostante l'iniquità fiscale esercitata dal governo napoleonico. Il ministro delle finanze Giuseppe Prina, nel 1814 viene linciato dalla folla e l'esercito napoleonico lascia la città, facilitando l'entrata in città dell'esercito austriaco. Con la caduta del Regno d'Italia gli austriaci cercano di raccogliere consensi tra la popolazione diminuendo le imposte e migliorando l'assetto urbanistico della città ma, ben presto, la situazione torna al punto di partenza: le nuove imposte sempre più gravose, le censure ed i controlli spietati della polizia favoriscono la nascita dei moti rivoluzionari a partire dal 1821. I carbonari ed alcuni oppositori del calibro di Silvio Pellico, Pietro Maroncelli e Federico Confalonieri vengono processati e condannati, anche i moti del 1833 suscitati dalla Giovane Italia mazziniana non ottengono risultati ma preparano gli animi dei milanesi alla grande insurrezione del 1848, passata alla storia con il nome di “Cinque Giornate di Milano”. Fu un'indipendenza breve in quanto poco dopo Milano torna sotto il dominio austriaco ma la città di Milano era pronta per l'Unità d'Italia.


Dalla seconda metà dell'Ottocento in poi, l'assetto urbanistico della città subisce profonde modificazioni: nel 1864, nell'area di piazza della Repubblica, viene inaugurata la stazione; nel 1867, alla presenza del re Vittorio Emanuele II, viene inaugurata l'omonima galleria nel centro storico; vengono abbattuti i bastioni spagnoli (di cui rimangono i resti a Porta Romana), viene coperto il Naviglio ed un grande intervento di restauro dona al Castello Sforzesco l'aspetto che ora tutti possono ammirare. La città di Milano, inoltre, è la prima in Europa a beneficiare di un sistema di illuminazione pubblica a energia elettrica e la prima in Italia a possedere un grande magazzino (chiamati Magazzini Bocconi), divenuto nel corso degli anni l'odierna “Rinascente”.

Alla soglia del 1890 Milano si afferma come importante centro industriale e fulcro dello sviluppo dell'Italia: grazie anche alla forte immigrazione, la città prospera dal punto di vista demografico ed in questo contesto storico e sociale, si sviluppano i primi moti socialisti che si manifestano con scioperi generali con l'organizzazione della prima Festa dei Lavoratori.
 
Il 23 marzo 1919 Benito Mussolini sceglie Milano per fondare i Fasci di combattimento, dando vita ad una vicenda storica che coinvolgerà l'intero paese. Durante la seconda guerra mondiale venne distrutto l'80% delle fabbriche ed il patrimonio artistico-culturale subì forti danneggiamenti: iniziò così la grande opera di ricostruzione della città, che porterà Milano a diventare città simbolo del boom economico italiano.
La storia dagli anni Sessanta sino ai giorni nostri colloca la città in una posizione leader, a livello nazionale ed internazionale, sotto tutti gli aspetti della vita quotidiana: Milano è considerata a tutti gli effetti capitale della cultura, della moda e dell'economia.

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