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Ou Ning, fondatore di Bishan Commune Bishan Project
Nell’ambito dell’evento Momenting the Memento e per la prima volta in Italia, Polimoda presenta presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, a partire dal 12 maggio 2015, il progetto Bishan Project: The New Rural Reconstruction Movement di Ou Ning.

Ou Ning, fondatore di Bishan CommuneNell’ambito dell’evento Momenting the Memento e per la prima volta in Italia, Polimoda presenta presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, a partire dal 12 maggio 2015, il progetto Bishan Project: The New Rural Reconstruction Movement di Ou Ning. Ou Ning, fondatore di Bishan Commune, ha guidato un gruppo di artisti e intellettuali ad avviare nel 2010 un progetto che mira a ripristinare le tradizioni culturali e artistiche di Bishan -­‐ villaggio nel sud-­‐est della Cina dove le antiche tradizioni stavano scomparendo per via dell’ascesa economica e dell’urbanizzazione eccessiva del Paese. L’attivista cinese mostra il frutto di quattro anni di lavoro impegnati nell’avviare il “movimento” per la ricostruzione degli ambienti rurali in Cina, attraverso un percorso d’arte e istruzione all’interno della comunità intellettuale Bishan Commune.

Il Personaggio: Ou Ning (1969, Zhangjiang, Guangdong, Cina)

Partendo dall’attivismo sociale e culturale, Ou Ning è noto a livello internazionale per la sua ampia e poliedrica attività che investe vari campi dell’arte contemporanea, della grafica, dell’architettura e dell’urbanistica.

Sostenitore delle multidiscipline, è fondatore della compagnia indipendente Uthèque per la produzione di film e video, curatore di Biennali di architettura e arte, fondatore di un giornale letterario, poeta lui stesso e critico musicale. Ciò che però è meno noto di lui è il suo intenso “rapporto sentimentale” con la poesia e l’editoria, la sua ossessione con la “finzione architettonica” e la sua urgenza irrefrenabile di raccontare storie sotto forma di poesie, saggi, racconti brevi e numerosi appunti.

Spirito nomade e viaggiatore instancabile, descrive se stesso come “un irrequieto, sempre in movimento, a proprio agio ovunque si trovi ma al contempo vittima di un’incoerente nostalgia di casa”.

Con il suo immaginario nomade e la sua prolifica scrittura, annotati in quello che è considerato il diario di viaggio per antonomasia -­‐ il leggendario taccuino Moleskine utilizzato da artisti e intellettuali negli ultimi due secoli -­‐ individua nella Biblioteca Nazionale fiorentina il luogo ideale per un’installazione temporanea e porta nella città culla del rinascimento il suo progetto di “ritorno al passato”.

Bishan Commune e Bishan Project

Ou Ning, affascinato dalla “architectural fiction”, racconta e rivela la Cina contemporanea: un luogo coinvolto in una così rapida trasformazione da apparire essa stessa “finta”. Ou Ning parla di questa nuova Cina piena di contraddizioni, dove le nuove città -­‐ insaziabili -­‐ fagocitano villaggi, dove il cemento ricopre campi e deserti e dove la rapida urbanizzazione sta diventando sinonimo di proliferazione di conglomerati senz’anima, che producono inquinamento. Bishan Commune è il manifesto critico contro tutto questo: un villaggio che fa tesoro e custodisce le antiche tradizioni e l’architettura del passato, che tutti gli anni diventa un luogo di ritrovo per artisti contemporanei, architetti, designer, stilisti, musicisti, cineasti che lavorano insieme per creare un modello sociale alternativo, una sorta di comune votata a portare nuove forme di educazione ed emancipazione presso le popolazioni rurali del sud della Cina.

Bishan Project è un esperimento sociale, utopico e anarchico nel suo genere, idealista quindi ma anche concretamente impegnato a fare la differenza. È una “fabbrica d’idee” e di nuovi approcci ma anche un luogo per preservare la conoscenza dei mestieri artigianali che vanno scomparendo e abbraccia attività e pratiche creative allo scopo di ricollegare il mestiere artigianale con l’arte, colmando il vuoto tra vecchio e nuovo, futuristico e ancestrale.

Il prototipo di struttura sociale più egualitaria di Ou Ning, che tende a sganciarsi dalle regole che reggono il sistema di mercato capitalistico dominante, porta con sé un messaggio di etica e impegno affinché qualsiasi cosa -­‐ progetto, idea, visione -­‐ nel suo complesso artistico e culturale, sensibilizzi alle minacce ambientali che incombono sul nostro pianeta. Allo stesso tempo, vuole essere una riflessione sulla relazione tra individuo e collettività, in un luogo e in un’epoca nei quali il processo di globalizzazione e di neoliberismo stanno devastando l’ambiente e privando l’uomo dei propri diritti fondamentali in nome dei “nuovi paradigmi sociali e culturali”.

Ou Ning, fondatore di Bishan Commune
 
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