Arte Attualita' ed eventi Cultura Moda Musica Rassegne, fiere e sagre
Beato Angelico, Giudizio Universale, dopo il restauro Presentazione restauro Giudizio Universale del Beato Angelico
Per i 150 anni del Museo di San Marco Il Giudizio Universale del Beato Angelico restaurato torna nella Sala dell’Ospizio. Firenze, Museo di San Marco, 5 ottobre 2019.

Le iniziative per la celebrazione dei 150 anni del Museo di San Marco proseguono sabato 5 ottobre, alle  16, con la presentazione del  restauro del Giudizio Universale del Beato Angelico realizzato grazie ai contributi del Rotary Firenze Certosa e di altri club rotariani.

Beato Angelico, Giudizio Universale, dopo il restauro

Il dipinto, assai particolare nella forma e ricco di novità nel trattamento del soggetto, è da sempre uno dei preferiti e più largamente popolari dell’Angelico, ma non è realmente conosciuto, nel senso che è ancora carico di interrogativi e domande senza risposta.

La prima domanda che ci facciamo riguarda la particolare forma trilobata in alto, che ancor oggi non ha spiegazioni certe.  

Anche il soggetto dell’opera è particolare, è uninsolita visione del Giudizio Finale. Vediamo il Cristo giudice in tutta la sua gloria, attorniato da angeli, in un cerchio celestiale che domina dalla sommità. La mano destra levata del Cristo invita i fedeli risorti verso i cancelli della Gerusalemme Celeste; la sinistra volta verso il basso consegna i peccatori alle fauci pietrose dell'Inferno.

La Madonna e San Giovanni Battista sono raffigurati come intercessori in una posizione straordinariamente prossima al Figlio. La schiera celeste è completata da ventiquattro santi e profeti assisi come in tribunale, dodici su ciascun lato.

Così come la particolare forma trilobata, anche l'intera composizione presenta numerose novità rispetto all'iconografia tradizionale del Giudizio, con l'inserzione di personaggi del Vecchio Testamento – Adamo, Abramo, Mosè, Abele, David – accanto agli apostoli e ai santi fondatori degli Ordini nel tribunale del Giudizio. Vediamo da una parte i dannati, costretti a varcare la soglia di un Inferno così letterario che non può non far pensare a Dante e dall’altra parte l'elegantissima danza di angeli e beati verso il monte della Gerusalemme celeste, interpretata come il luogo della luce divina, che si intreccia con il giardino, espressione simbolica del Paradiso. Questa danza è del tutto nuova, di singolare armonia, illuminata da bagliori d'oro.

Al centro della composizione la fuga di tombe scoperchiate, che fa da spartiacque tra gli eletti e i dannati, guida lo sguardo attraverso tutta la profondità dello spazio del dipinto fino all'orizzonte azzurro pallido nello sfondo. Ě là che deve avere termine il mondo sensibile.

Non conosciamo lo scopo originale del dipinto, e probabilmente ha cambiato collocazione al tempo in cui Vasari lo descrive nel convento di Santa Maria degli Angeli vicino all'altar maggiore dove sedeva il prete durante la messa. Questo è stato interpretato a significare che era lo schienale del sedile del sacerdote, ma il formato relativamente piccolo delle figure indica una collocazione originale dove potesse essere visto ad altezza d'occhio per un'ispezione più ravvicinata. Anche la prospettiva indica un simile punto di vista.

Il Giudizio Universale, databile tra il 1425 e il 1428,fu probabilmente eseguito per la cappella maggiore della chiesa di Santa Mariadegli Angeli, che sull’altare maggiore già presentava l’Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco ora agli Uffizi.

Verosimilmente fu Ambrogio Traversari, frate e più tardi priore di Santa Maria degli Angeli, studioso di patristica, esperto grecista, aperto propugnatore dell'unità con la chiesa bizantina, l’ispiratore del programma iconografico del Giudizio.

E sempre lui con ogni probabilità affidò al pennello dell’Angelico la sua colta visione apocalittica ispirata a concetti di pace, amore, fratellanza, ben esemplificata nel Giudizio del frate pittore. I colori di questa magistrale opera dell’Angelico, ritrovati in seguito al sapiente restauro di Lucia Biondi,  ci consentono di contemplare con più ammirazione e consapevolezza questa visione ultraterrena.

Le iniziative per la celebrazione dei 150 anni del Museo di San Marco proseguiranno il 15 ottobre con la ricollocazione e la presentazione del restauro di un’altra opera del Beato Angelico la "Pala di San Marco" restaurata dall'Opificio delle Pietre Dure. A fine ottobre alcune celle del museo ospiteranno un'inedita installazione di arte contemporanea. Prosegue inoltre fino al 6 gennaio  la mostra inaugurata da pochi giorni "L’Annunciazione di Robert Campin. Un illustre ospite dal Museo del Prado per i 150 anni del Museo di San Marco" a cura di Marilena Tamassia.

Beato Angelico, Giudizio Universale, dopo il restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, prima del restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare prima del restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare dopo il restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare prima del restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare dopo il restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare dopo il restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare dopo il restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare prima del restauroBeato Angelico, Giudizio Universale, particolare dopo il restauro
 
Regione
Provincia
Categoria
Reset
Zapping
Fumetti nei Musei Fumetti nei Musei
Ventidue albi raccontano i musei italiani attraverso l’arte del fumetto, a Roma dal 12 dicembre 2019 al 16 febbraio 2020.
Illustrazione per “Carta”, 2005 PaginEchaurren
Dal 5 dicembre al 5 marzo 2020 una mostra ospitata al Santa Maria della Scala di Siena nella Biblioteca e Fototeca Giuliano Briganti, nell'articolata tematica del 'libro d'artista', di recente approfondito nelle iniziative della biblioteca.
Ritratto d’uomo, 1476 Andrea Mantegna - Rivivere l’antico costruire il moderno
Il 12 dicembre apre a Torino, nelle sale monumentali di Palazzo Madama, una grande esposizione che vede protagonista Andrea Mantegna, uno dei più importanti artisti del Rinascimento italiano.
Ritratto di Pietro Aretino Pietro Aretino e l’arte nel Rinascimento
Nell’aula magliabechiana della Galleria la prima mostra in assoluto dedicata al poliedrico intellettuale del Cinquecento: in esposizione oltre 100 opere tra dipinti, sculture, scritti, oggetti preziosi.
Castello di Brescia Scoprire Brescia
Gli itinerari e le idee di viaggio presentate in questa guida si propongono come uno strumento per esplorare Brescia e il suo territorio, osservandoli da diversi punti di vista.
Borgo-di-Vigoleno-Credit-Leonardo-Nicolini In camper tra i castelli
Sulla strada come a casa per le rocche e i manieri, gli itinerari sono pressoché infiniti ma, procedendo da nord verso sud è possibile delinearne uno che tenga conto della presenza di aree camping e zone attrezzate limitrofe.
Copyright © 2004-2019 MEMOKA P.IVA 08522530966 Tutti i diritti riservati.