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Personal Structures – Confluences |
| Personal Structures Confluences riunisce a Venezia, dal 9 maggio al 22 novembre 2026, 175 artisti da oltre 40 paesi, i padiglioni di El Salvador e Seychelles, l'evento collaterale del Palestine Museum US e l'anteprima di Hirohiko Araki. |
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Quando a Venezia si apre la Biennale d'Arte, la mappa degli appuntamenti che gravitano intorno all'evento principale si fa fittissima: padiglioni nazionali, eventi collaterali, mostre indipendenti. Uno dei contenitori più grandi e meglio organizzati di questa "galassia" è Personal Structures, mostra biennale internazionale promossa dall'European Cultural Centre Italy, che nel 2026 arriva alla sua ottava edizione e che dal 9 maggio al 22 novembre 2026 riempie tre sedi distinte della città: Palazzo Bembo, Palazzo Mora e i Giardini della Marinaressa. Il titolo di quest'anno è Confluences, e la cifra distintiva dell'edizione è duplice: da un lato la presenza di 175 artisti provenienti da oltre 40 paesi, dall'altro la capacità di accogliere all'interno del proprio percorso padiglioni nazionali e un evento collaterale della Biennale di Venezia. Una concentrazione che ne fa, di fatto, una tappa quasi obbligata per chi visita Venezia in questi sette mesi. Personal Structures, come funziona la mostraLa rassegna è promossa dall'European Cultural Centre Italy, organizzazione culturale fondata nel 2002 che promuove scambi culturali tra artisti internazionali e produce mostre di arte e architettura, simposi e un'ampia gamma di progetti, qui in collaborazione con Open Space Venice. Il pool curatoriale è composto da Elisa Dallanoce, Sara Danieli, Rachele De Stefano, Lucia Pedrana, Claudia Piovan, Sara Serpilli, Micaela Skerl, Lucia Trevisan ed Elena Volpato. Le anteprime sono in programma giovedì 7 e venerdì 8 maggio 2026, mentre l'apertura ufficiale al pubblico è il giorno seguente. L'ingresso a tutte e tre le sedi è libero. Il tema: ConfluencesConfluences è la parola d'ordine che orienta tutta l'edizione. Ne spiega il senso Sara Danieli, Head of Art di ECC Italy, parlando di "Confluenza intesa come luogo dove le differenze si confrontano e si modificano, generando nuove correnti ed energie". Il tema invita a esplorare le intersezioni tra pratiche artistiche, dialoghi culturali ed espressioni creative, evidenziando come voci e prospettive diverse si incontrino e si trasformino nel panorama globale dell'arte contemporanea. Il Palestine Museum US: un evento collaterale della BiennalePalazzo Mora accoglie uno degli eventi collaterali della Biennale di Venezia di questa edizione: protagonista è il Palestine Museum US, primo museo palestinese di arte contemporanea in Europa, con sede a Edimburgo. La sua missione è condividere a livello globale la storia palestinese attraverso l'arte, mettendo in luce il patrimonio culturale e storico. Per l'occasione, il museo presenta Gaza Genocide Tapestry – "___________" * *Gaza – No Words – See the Exhibit, ultimo capitolo del progetto Palestine History Tapestry. Si tratta di 100 pannelli ricamati a mano da donne, che documentano la distruzione in corso di Gaza a partire dall'ottobre 2023. La tecnica utilizzata è il tatreez, la pratica tradizionale di ricamo delle donne palestinesi riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale. El Salvador alla sua prima partecipazione alla BiennaleSempre a Palazzo Mora si trova il Padiglione di El Salvador, alla sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia. Il debutto avviene con il progetto Cartographies of the Displaced (Cartografie degli esiliati) di J. Oscar Molina, artista salvadoregno-americano, curato da Alejandra Cabezas. Il padiglione esplora migrazione, memoria e identità, concentrandosi sulle comunità sfollate e diasporiche nel mondo. Il fulcro è la serie scultorea Children of the World, che crea uno spazio per il dialogo interculturale. Attraverso scultura, pittura e installazione, l'artista analizza come lo sfollamento plasmi identità e memoria, traducendo storie personali e collettive in un potente racconto visivo. Il Padiglione delle Seychelles e Egbert MardayPalazzo Mora ospita anche il Padiglione Nazionale delle Seychelles alla Biennale di Venezia, rappresentato dall'artista Egbert Marday. La sua cifra spazia dall'intaglio del legno, alla scultura, alla pittura, guidata da una necessità interiore e da un profondo legame con i materiali naturali. I maestri storici: Keith Haring e ORLANTra i nomi storici inseriti nel percorso di Palazzo Mora, due figure di primo piano della scena internazionale. Il primo è Keith Haring, tra i maggiori esponenti della street art. La seconda è ORLAN (1947), artista francese nota per utilizzare il proprio corpo come materiale artistico. ORLAN presenta in mostra We Are Inconsolable (2025-2026), la sua più recente serie, nella quale trasforma immagini generate dall'Intelligenza Artificiale in interventi pittorici dove gesti umani e algoritmici convergono. Un lavoro che intercetta direttamente uno dei nodi più attuali del dibattito sull'arte contemporanea. Il dialogo Haring–KozoLe tre opere di Haring esposte non sono in mostra da sole. Sono presentate, in collaborazione con DTR Modern Galleries, in dialogo con nove opere di Kozo, pseudonimo di Eden Karo (1990), tatuatore surrealista tra i più innovativi del panorama internazionale. Kozo, con il suo linguaggio capace di combinare la precisione del disegno classico con la cultura pop, ha saputo rivoluzionare l'arte del tatuaggio. L'accostamento con i tre lavori di Haring stabilisce uno scambio tra rilevanza storica e influenza contemporanea, connettendo generazioni e forme artistiche e rivelando un linguaggio visivo in continua evoluzione. JoJo's Bizarre Adventure: anteprima mondiale a Palazzo BemboA Palazzo Bembo, in anteprima mondiale, Personal Structures, in collaborazione con l'editore giapponese Shueisha, accoglie JoJo's Bizarre Adventure di Hirohiko Araki (1960), mangaka nipponico conosciuto per il suo stile distintivo, la narrazione immaginativa e l'uso inventivo di moda, anatomia e pose, divenuti iconici nel manga e nella cultura pop mondiale. La mostra ruota attorno a 27 opere, tra litografie, lavori lenticolari con immagini tridimensionali, stampe a colori realizzate con stampa inkjet archivistica e opere monocrome prodotte a stampa piana. Una selezione che mette al centro un autore che ha attraversato decenni di pubblicazioni mantenendo una qualità grafica riconoscibile a colpo d'occhio. B-OWND e gli Special Projects giapponesiTra gli Special Projects di Personal Structures si segnala la partecipazione di B-OWND, piattaforma curatoriale e galleria giapponese che declina il tema Confluences attraverso le opere di sette artisti: Art Collective Tea Room, Yoshiaki Imamura, Takahiro Koga, Tomoya Sakai, Kengo Takahashi, Hiromine Nakamura e Tanabe Chikuunsai IV. Il percorso unisce arte, artigianato e pratiche ibride, restituendo uno spaccato della scena giapponese contemporanea. A questi si affianca il progetto speciale Unison di Rita Sabo, che intreccia quindici culture, in cui passato, presente e futuro coesistono, trasformando pittura, scultura, installazione, profumo e suono in un ambiente multisensoriale. PS Design: la nuova sezione dedicata al designL'edizione 2026 introduce una novità importante: per la prima volta, Personal Structures propone una sezione dedicata alle pratiche di design contemporaneo, dal titolo PS Design. L'iniziativa espone i progetti di nove designer: Uncommon Creative Studio, Gjertrud Hals, Charlotte Lancelot, Lara Bohinc, A + N Studio, Yiannis Ghikas, Fredrikson Stallard, Special Project e Studio Waldemeyer. In linea con il tema di Confluences, i progetti selezionati creano atmosfere immersive che esplorano l'intreccio tra funzione, espressione e narrazione. Le opere, scelte dal Curatorial Team di ECC Italy, affrontano anche tematiche sociali e tecnologiche, posizionando il design come pratica creativa e critica. Scultura monumentale all'aperto ai Giardini della MarinaressaAi Giardini della Marinaressa, terza sede della mostra, il percorso espositivo si sposta all'aperto. Tra gli artisti in esposizione, si segnalano l'indiano Paresh Maity (1965), con Equilibrium, una scultura monumentale in ottone composta da piani lineari e assi verticali che suggeriscono una struttura geometrica, e il bahreinita Rashid Al Khalifa (1952), che presenta Inhabited Crate, un'installazione che funziona anche come elemento attivo dell'ambiente circostante, composta da cubi modulari in metallo. Gli ECC Awards 2026L'European Cultural Centre Italy promuove la nuova edizione degli ECC Awards, che celebrano la ricchezza e complessità dell'arte contemporanea, in linea con la visione curatoriale di Personal Structures – Confluences. Per l'edizione 2026, ECC Italy, insieme a una giuria internazionale, premierà progetti nelle categorie Interpretazione Artistica del Tema: Confluences, Ricerca & Progetto Curatoriale, Progetto Spazio & Contesto, Progetto Interdisciplinare, Pratiche Emergenti e il Premio Speciale Artista come Attivista, selezionato direttamente dal team ECC Italy. La giuria è composta da Nargess Banks, scrittrice e direttrice editoriale in arte, design e cultura visiva; Jesús Alberto Flores, stratega culturale per artisti emergenti; Rahul Gudipudi, ricercatore, narratore e curatore senior al CARA, Center for Art, Research and Alliances; Euijung McGillis, curatrice assistente alla National Gallery of Canada; e Anouska Phizacklea, direttrice del Museum of Australian Photography e co-presidente del Melbourne Queer Film Festival. I riconoscimenti valorizzeranno approcci artistici che trasformano la diversità in opportunità di connessione, scambio e crescita, valorizzando ricerca, impatto sociale, consapevolezza del luogo e interdisciplinarità. I vincitori saranno annunciati alla chiusura della mostra. Media partnerPersonal Structures è supportata da una rete di media partner, tra cui ArtReview, Ocula, Exibart, Venezia News e Pigment International. La mostra sarà inoltre segnalata su Dezeen Events Guide.
Informazioni utili per la visita
Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net. |
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