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Somaini. Premonizioni: l'arte del fotomontaggio a Brera |
| Si apre la trilogia milanese dedicata a Francesco Somaini nel centenario della nascita. Prima tappa alla Biblioteca Nazionale Braidense dal 12 maggio al 6 giugno 2026: un centinaio di fotomontaggi degli anni Settanta, a cura di Fulvio Irace. |
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La Grande Brera e la Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS aprono una trilogia di esposizioni milanesi dedicate a Francesco Somaini (1926-2005), tutte curate da Fulvio Irace, per celebrare il centenario della nascita di uno dei maggiori interpreti internazionali della scultura del Novecento. La prima tappa è ospitata nella Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e si intitola SOMAINI. PREMONIZIONI: l'arte del fotomontaggio. Resta aperta al pubblico dal 12 maggio al 6 giugno 2026, con ingresso gratuito. Tre mostre per il centenario di SomainiL'esposizione alla Braidense è la prima di tre rassegne, tutte curate da Fulvio Irace, pensate per restituire un ritratto articolato dell'autore. In autunno seguiranno:
Una scelta di programmazione che permette al pubblico milanese di leggere Somaini sotto angolazioni differenti — fotomontaggio, paesaggio, città — e di costruirsi nel tempo un quadro complessivo della sua opera. Premonizioni alla Braidense: cosa si vedeLa rassegna alla Sala Maria Teresa è una mostra documentaria: presenta un centinaio di lavori provenienti dall'archivio dell'artista, tra disegni, documenti, fotografie, foto-collage e fotomontaggi, realizzati tra il 1970 e il 1979 e per la maggior parte inediti o poco visti. Sono materiali che permettono di seguire l'evoluzione e la maturazione della originale officina creativa di Somaini in quel decennio specifico, contrassegnato da una profonda riflessione sul rapporto tra scultura, architettura, città e ambiente in una prospettiva di "ecologia totale". La mostra restituisce così un Somaini meno noto, accanto allo scultore "ufficiale" delle grandi opere monumentali pubbliche. Chi era Francesco SomainiPer inquadrare la portata dell'operazione critica, vale la pena richiamare i tratti essenziali della biografia di Francesco Somaini. Tra i protagonisti riconosciuti della scultura italiana del secondo Novecento, Somaini ha intrecciato la sua ricerca plastica con un'attenzione costante allo spazio urbano e architettonico. Un nodo decisivo nel suo percorso è l'incontro con la cultura statunitense a partire dal 1960, anno della prima personale tenuta a New York. Quel passaggio confluisce nella realizzazione di opere monumentali ad Atlanta, Baltimora e Rochester nel 1970, e segna l'inizio di una stagione creativa intensissima. Una prima sistematizzazione teorica di quegli anni arriva con il volume Urgenza nella città, realizzato a quattro mani con Enrico Crispolti e edito da Mazzotta nel 1972. Il decennio del fotomontaggio (1970-1979)Per circa dieci anni, Somaini affianca agli attrezzi da scultore la macchina fotografica. La motivazione è esplicita: rendere più incisiva e persuasiva la sua battaglia contro il decadimento delle città e dei territori sotto la pressione di un'industrializzazione selvaggia e di una gentrificazione dei borghi storici. Una scelta tutt'altro che decorativa. Il fotomontaggio, nelle parole stesse dello scultore, "ha una forza di impatto sul pubblico che gli deriva dalla fotografia e dalla supposizione di verità che circonda, nell'opinione comune, la fotografia stessa per cui la manipolazione che incide su codesta credibilità acquista un più forte valore provocatorio". Le serie sulle città: New York, Arcevia, Mantova, Venezia, DuisburgLa ricerca documentata in mostra ha trovato il suo apice in una serie di fotomontaggi dedicati a città reali, a suo tempo presentati in grandi occasioni espositive in Italia e all'estero. In ordine cronologico:
Un atlante visivo che mette in dialogo grandi metropoli statunitensi, città d'arte italiane e centri industriali del bacino della Ruhr. Per Somaini queste città non sono "soggetti", ma campi di battaglia su cui mettere alla prova la sua idea di scultura come elemento attivo dello spazio urbano. Una citazione di Somaini, 1980Vale la pena leggere, nelle parole dello stesso autore, il senso politico della sua scelta tecnica. Lo scriveva, in una pagina del 1980 riportata in mostra: "Il fotomontaggio, proposta urbana senza committenza, non ha realtà né proposte immediate. Provoca. Contrasta le assuefazioni al vuoto, la carenza di immagini verso cui rovina immemore la città. Regolamenti labirintici, inerzie progettuali, conformismi di committenza impediscono il passo, disseccano la mente". È una pagina che potrebbe essere scritta oggi, e questo è probabilmente uno dei motivi per cui l'esposizione torna ad avere senso nel 2026. L'allestimento: dodici espositoriLa rassegna propone un itinerario distribuito in dodici espositori, che si conclude all'alba degli anni Ottanta con i fotomontaggi della serie Ammonizioni e premonizioni per Duisburg, di cui sono esposti disegni inediti di particolare rilevanza. L'obiettivo dichiarato dalla curatela è quello di riproporre la "questione" Somaini a un pubblico che, mezzo secolo dopo, ha strumenti e sensibilità atti a comprendere le sue visioni secondo una prospettiva ambientalista che reclama spazio alla Natura in formule non stereotipate e innovative. Le pubblicazioni: da "Urgenza nella città" a "Corpo Urbano"Due dei dodici espositori sono riservati alle pubblicazioni relative al lavoro di Somaini sul fotomontaggio e sulla città. Il percorso bibliografico parte da Urgenza nella città (1972) e arriva fino a Corpo Urbano: dalla scultura alla città. Scritti polemici (1970-1982), a cura di Fulvio Irace, recentemente pubblicato da Johan & Levi (2026). Quest'ultimo volume è anche il filo rosso che si proietta sulla terza tappa della trilogia milanese, intitolata appunto Corpo Urbano. La voce della Grande Brera"Nel centenario della nascita di Francesco Somaini (1926–2005)" – sottolinea Angelo Crespi, Direttore della Grande Brera – "la Grande Brera e la Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS propongono un'esposizione documentale quale rilettura del suo lavoro a partire da una prospettiva particolare, l'uso del fotomontaggio come strumento centrale della ricerca artistica e teorica. Tradizionalmente riconosciuto come uno dei protagonisti della scultura italiana del secondo Novecento, Somaini ha sviluppato parallelamente una pratica visiva fondata sull'immagine fotografica manipolata, che si rivela oggi fondamentale per comprendere appieno la portata del suo pensiero. Il fotomontaggio, lungi dall'essere un semplice mezzo illustrativo o documentario, si configura nel suo lavoro come dispositivo critico e progettuale, capace di mettere in tensione l'opera plastica con lo spazio architettonico e urbano".
Informazioni utili per la visita
Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net. |
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