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Paladino: i Dormienti e la musica di Brian Eno a Palazzo Citterio |
| I 32 Dormienti di Mimmo Paladino con la musica di Brian Eno trasformano la Sala Stirling di Palazzo Citterio in un ambiente immersivo, dal 16 maggio al 26 luglio 2026. La mostra include anche 15 disegni inediti del 1973 dello studio di Paduli. |
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Entrare nella Sala Stirling di Palazzo Citterio e trovarsi davanti a trentadue corpi in terracotta adagiati in posizione fetale, mentre nell'aria scorre la traccia sonora composta da Brian Eno per accompagnare la visita. È l'esperienza che, dal 16 maggio al 26 luglio 2026, propone PALADINO, la nuova mostra dedicata a Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) all'interno della Grande Brera. L'esposizione è curata da Lorenzo Madaro, realizzata da La Grande Brera in stretta collaborazione con l'Archivio Paladino, e segna il ritorno dell'artista a esporre a Milano in uno spazio pubblico dopo la personale di Palazzo Reale del 2011. Al centro c'è una delle sue serie più celebri – i Dormienti – pensata in questo caso come progetto sito-specifico, costruito in stretto dialogo con l'architettura ipogea di Palazzo Citterio. La Sala Stirling, un ambiente che parlaLa Sala Stirling è il vero secondo protagonista della mostra. Non è uno spazio neutro: è un ambiente architettonico forte, ipogeo, attraversato da una sua tensione formale. Per questo, l'allestimento dei Dormienti è stato concepito in stretto dialogo con l'architettura che lo ospita: opera e contenitore si modificano a vicenda. Il pubblico è invitato a muoversi liberamente in Sala Stirling, che non diventa un ambiente contemplativo ma un luogo attivo e dinamico, in cui generare confronti inaspettati. Lo spazio si trasforma in un enorme paesaggio di soste e meditazioni, ma anche di silenzi e spazi sonori intensi, fortemente in dialogo con l'energia interna dell'architettura che ospita l'opera. I Dormienti: trentadue corpi in terracottaAl centro dell'esperienza ci sono i 32 Dormienti: l'intera serie, composta da trentadue sculture realizzate in terracotta, tutte provenienti dalla stessa matrice ma combinate diversamente a seconda dello spazio che le accoglie. La caratteristica distintiva di questa serie è proprio la sua natura "ricomponibile": ogni allestimento è di fatto un'opera nuova. A Palazzo Citterio i corpi vanno a formare una messa in scena teatrale: i Dormienti giacciono silenti, adagiati nella posizione fetale caratteristica della serie, e si presentano agli occhi del visitatore come attori immobili, assopiti, quasi sospesi in una dimensione tra sonno e veglia, tra sogno e realtà. Brian Eno: la traccia sonora che dialoga con le scultureL'elemento che trasforma definitivamente la visita in esperienza immersiva è il suono. La mostra di Palazzo Citterio ripropone infatti la traccia sonora composta da Brian Eno – musicista, autore e produttore – per il primo grande allestimento internazionale dei Dormienti, alla Roundhouse di Londra nel 1999. Quella collaborazione, scrive il progetto curatoriale, ha confermato l'attitudine del maestro italiano nel dialogo con altre discipline e nel confronto serrato con esse. A più di vent'anni di distanza, la traccia di Eno torna a fare da colonna sonora alla visita, e contribuisce in modo determinante alla qualità di "ambiente sonoro" che caratterizza la Sala Stirling. Le radici visive: Pompei, Ercolano, Henry MooreI corpi dei Dormienti, scrive il progetto curatoriale, ricordano i resti inermi degli abitanti di Pompei ed Ercolano, sorpresi dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Il rimando è immediato, eppure non è da lì che l'opera prende davvero le mosse. La genesi visiva, infatti, è un'altra: i Dormienti traggono ispirazione dai disegni che lo scultore britannico Henry Moore realizzò alle persone rannicchiate nei ricoveri di guerra inglesi durante la seconda guerra mondiale. Quei disegni di Moore, lungi dall'assumere una postura tragica e intimorita, mostravano persone che parevano dormire sognando. È da quel registro – sospensione più che catastrofe – che muove anche il lavoro di Paladino. Da Poggibonsi 1998 a Milano 2026Per inquadrare la portata dell'appuntamento milanese, vale la pena ricordare la storia espositiva della serie. I Dormienti sono stati concepiti alla fine degli anni Novanta, quando l'artista li ha presentati per la prima volta a Poggibonsi nel 1998. Da allora sono stati esposti in numerosi contesti, anche internazionali, a partire dalla già citata Roundhouse di Londra del 1999. L'appuntamento di Palazzo Citterio è quindi un nuovo capitolo, costruito sulla misura di uno spazio museale di assoluto rilievo nell'ambito della Grande Brera. Lo "scrigno segreto": quindici disegni inediti del 1973Accanto all'esperienza dei Dormienti, la mostra apre una seconda porta. Il percorso espositivo parte idealmente da una sala nascosta, quasi uno scrigno segreto adiacente alla Sala Stirling, che accoglie una serie di quindici grandi disegni inediti, concepita nel 1973, da sempre conservata nello studio dell'artista a Paduli (BN): una raccolta che, scrive il progetto, è alla base di tutto il suo fare artistico. La presenza di questo nucleo a Palazzo Citterio indica l'incipit, l'importanza di questo supporto per tutto il percorso di Paladino, ma anche la sua vocazione nei confronti del mito, inteso come territorio cui attingere costantemente. Paladino, all'epoca venticinquenne, comincia a sperimentare nuove opportunità di ricerca, guardando al disegno e al colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale, dal minimalismo, dal poverismo, all'epoca ancora in auge. Mimmo Paladino in pochi cenniMimmo Paladino, nato a Paduli (Benevento) nel 1948, è tra i protagonisti più celebrati della scena italiana e internazionale. La sua presenza milanese in spazi pubblici dopo Palazzo Reale 2011 era, ad oggi, un appuntamento atteso. Il progetto di Palazzo Citterio risponde con un allestimento sito-specifico costruito attorno a uno dei suoi cicli più riconoscibili. Il volume monografico edito da MetileneIn occasione della mostra è stato pubblicato un volume monografico sull'artista (Metilene Edizioni, 180 pagine), a cura di Lorenzo Madaro. Il libro è dedicato agli ambienti e a tutte quelle opere che, dal 1970 a oggi, hanno visto Paladino impegnato in una idea dilatata di spazio-architettura. Coerentemente con la scelta di allestire una mostra con i Dormienti in un ambiente così forte come la Sala Stirling, il libro si concentra su quei momenti cruciali del lavoro di Paladino in cui l'opera è un tutt'uno con l'ambiente che l'accoglie, e che in questo rapporto dialogico viene straordinariamente modificato. Tra i contributi del volume figurano quelli del direttore generale della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi e dello scrittore Mauro Covacich, accanto al saggio del curatore. La pubblicazione include inoltre ampi apparati iconografici e gli apparati biografici, bibliografici ed espositivi ragionati, curati da Simone Salvatore Melis (Archivio Paladino).
Informazioni utili per la visita
Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net. |
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