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Akiro Milano. La cucina Nikkei di Luis Arévalo in Moscova |
| Il primo Nikkei hand roll bar al mondo arriva in Italia. Akiro apre a Milano il 21 maggio in via della Moscova 50: lo chef Luis Arévalo guida un format dedicato all'hand roll preparato espresso al banco, fra tecnica giapponese e sapori peruviani. |
Akiro Milano. La cucina Nikkei di Luis Arévalo in MoscovaIl 21 maggio Milano accoglie un format che fino a oggi non aveva ancora un equivalente al mondo: Akiro, il primo Nikkei hand roll bar mai aperto, sbarca in città in via della Moscova 50 dopo aver fatto tappa a Madrid, Barcellona e Chicago. Una proposta che ruota attorno a un'unica idea, sviluppata con precisione assoluta: l'hand roll, preparato espresso, servito uno alla volta da chef che lavorano direttamente davanti agli ospiti. Il debutto ufficiale, sia a pranzo sia a cena, segue una prima fase di preview dinner only con cui il locale ha iniziato a farsi conoscere. Sedersi al banco: un rituale, non un servizioL'esperienza Akiro si gioca tutta intorno al banco. Non c'è separazione tra cucina e sala: gli ospiti siedono di fronte agli chef e seguono ogni gesto, dalla composizione al taglio, ricevendo i pezzi uno alla volta, nel momento esatto in cui vanno mangiati. È una scelta che cambia il ritmo della cena. La degustazione diventa una sequenza dosata, dove manualità e immediatezza sono parte integrante del piatto. È un modo per restituire all'hand roll la sua natura originaria, quella di una preparazione che vive di pochissimi minuti tra l'arrotolamento del nori e il primo morso. Tutto il locale è costruito intorno a questa logica: intima, dinamica, profondamente sensoriale. Luis Arévalo, trent'anni di cucina NikkeiA firmare concept e menu è Luis Arévalo, tra i nomi più riconosciuti della cucina Nikkei in Europa. Nato a Iquitos, in piena Amazzonia peruviana, Arévalo ha alle spalle quasi trent'anni di lavoro sulla gastronomia peruviano-giapponese, costruiti tra Perù, Cile e Svizzera prima dell'approdo a Madrid nel 2003. Da lì in avanti è diventato una figura chiave della scena gastronomica europea, mettendo la firma su progetti come Nikkei 225, KENA e Gamán. Con Akiro porta a Milano una proposta più focalizzata che mai: esclusivamente hand roll, costruiti con ingredienti premium, pesce selezionato, riso perfettamente condito, nori croccante e salse signature di ispirazione Nikkei. Una cucina apparentemente essenziale, in realtà fondata su equilibrio, tecnica e qualità della materia prima. Cos'è la cucina Nikkei (e perché funziona qui)Akiro nasce a Madrid nel 2023 e in pochissimo tempo si è imposto come uno dei concept più interessanti del panorama internazionale. La cifra è un approccio essenziale ma immersivo, capace di fondere la precisione della tecnica giapponese con l'intensità e la vitalità della tradizione peruviana. Da Madrid il format è arrivato a Barcellona, poi a Chicago, e oggi sceglie Milano come quarta città. L'approdo italiano è guidato da Giovanni Gottardi e Vittorio Mozzi, partners per Akiro Milano. Una scelta, quella della città, raccontata con parole molto precise: "Portare Akiro a Milano ha per noi un significato speciale: significa dare casa a questo progetto nella nostra città, in un luogo che consideriamo ideale per raccontare la nostra visione. Milano, proprio come Madrid, è una città internazionale, curiosa e aperta all'incontro tra culture diverse. Oggi le persone non cercano soltanto di mangiare bene, ma di vivere esperienze che le coinvolgano davvero". L'obiettivo dichiarato è quello di costruire "un luogo con una personalità forte e riconoscibile, iconico", in grado di diventare "un punto di riferimento per chi cerca qualità, emozione e un modo nuovo di vivere la cucina". Wabi-sabi e chiaroscuro: lo spazio di via della MoscovaAnche il progetto architettonico segue la stessa filosofia. Lo spazio è disegnato da Daniela Bedoya, Lead Architect di B-D/Sign_, insieme all'interior designer Sandra Rizo Patrón, e ruota interamente attorno all'interazione umana e all'esperienza del banco. I materiali parlano di un'estetica trattenuta: geometrie rigorose, rovere massello, cemento materico, luci soffuse. Il riferimento dichiarato è alla filosofia giapponese del wabi-sabi e all'estetica del chiaroscuro. L'effetto è un ambiente minimale ma accogliente, in cui cucina, architettura e atmosfera lavorano insieme. Più che un ristorante, Akiro si presenta come un'esperienza immersiva, e ogni servizio diventa, di fatto, un rituale contemporaneo.
Akiro Milano: data, indirizzo, contatti
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