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Lost Cinema Lost 1 Lost cinema Lost
27 gennaio 2008 - Fino al 30 marzo, presso Palazzo Santa Margherita, saranno ospitate le opere di Runa Islam e Tobias Putrih.

Runa Islam
LOST CINEMA LOST
Tobias Putrih

27 gennaio – 30 marzo 2008
Palazzo Santa Margherita, Corso Canalgrande 103, Modena


La Galleria Civica di Modena è lieta di presentare per la prima volta una doppia personale ospitata contemporaneamente negli spazi di Palazzo Santa Margherita.

Inaugura domenica 27 gennaio alle ore 12.00, a Palazzo Santa Margherita in corso Canalgrande 103 a Modena, la mostra Runa Islam LOST CINEMA LOST Tobias Putrih, organizzata e prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Runa Islam e Tobias Putrih espongono una nuova serie di lavori pensati appositamente per questa occasione. Un unico spazio, due mostre personali a diretto confronto, l'una contenuto e contenitore dell'altra. Gli artisti si sono cimentati in un'inedita collaborazione finalizzata a proporre due progetti distinti ma risultanti dal costante e dialettico dialogo e da una bilanciata convivenza.

Dopo aver presentato Be The First To See What You See As You See It alla Biennale di Venezia (2005), How Far To Fårö presso il Mart di Trento e Rovereto (2006), e First Day of Spring in Viafarini (Milano, 2006) - e prima di partecipare alla prossima edizione di Manifesta (Bolzano-Trento, 2008), Runa Islam torna in Italia con quattro lavori inediti realizzati nel corso del 2006/2007 ed esposti per la prima volta a Modena. La Nuova Zelanda, Stoccolma, Venezia, hanno offerto alcune delle ambientazioni dei nuovi film, ognuno dei quali sviluppa tematiche care all'artista inglese di origine bangladeshi. Il cinema come Lanterna magica, luogo dell'illusione e della proiezione, ma anche spazio in cui raccontare la storia e la vita di persone ai margini della società. La pellicola girata a Venezia, Merchants of Venice, e prodotta dalla Galleria Civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, segue infatti le vicende e le vicissitudini dei mercanti abusivi che popolano le aree più turistiche della città lagunare attraverso le riprese delle merci che vendono. Come se le merci definissero non solo il mercante ma anche la sua condizione esistenziale.
La mostra si arricchisce inoltre della significativa presenza di alcuni lavori precedenti, sia cinematografici che scultorei, mai presentati prima in Italia.

Tobias Putrih, recentemente chiamato a rappresentare la Slovenia alla 52° Biennale di Venezia, presenta in questa sede due sale cinematografiche e una installazione luminosa. Arte, architettura e dimensione umana sono ancora gli ingredienti che caratterizzano il suo lavoro. Il cinema continua a interessarlo in quanto spazio fisico dell'annullamento personale alla ricerca di un appagamento. Si tratta di ambienti percorribili, praticabili, funzionali, ma che si offrono anche, esternamente, come sculture imponenti, realizzate prevalentemente in materiali poveri (compensato, tubi, cartone).  Ogni ambiente da lui creato fa riferimento a una struttura o a un progetto architettonico ben preciso e prevalentemente datato "anni '20", un periodo in cui -  prima del crollo di Wall Street - le sale cinematografiche erano i luoghi  opulenti dell'intrattenimento inconsapevole,  in cui si veniva invitati a  ricercare l'evasione dimenticando di essere parte di un ingranaggio, di una strategia commerciale, di essere "merce".  Provenendo dall'Europa dell'Est, segnata dal crollo dell'utopia socialista, Putrih ha trovato nel fallimento dell'utopia modernista (che anche l'industria cinematografica rappresenta) un significativo contraltare attraverso cui raccontare a un pubblico allargato la sua esperienza personale.
Lost Cinema Lost (titolo condiviso delle mostre), è per Islam il cinema perduto delle origini, quello che magicamente e in maniera rudimentale riusciva a generare un'immagine nuova e irreale semplicemente attraverso la sovrapposizione di due fotogrammi.  Per Putrih, "il Cinema Perduto", è invece un  luogo che insieme ad altri  (i department store, i parchi di divertimento, i non-luoghi in genere) ha segnato il crollo e il fallimento  di un'utopia personale e collettiva.
Come voci in controcanto, due diverse anime artistiche interpreteranno il tema cinematografico dandone due differenti letture: una attraverso le immagini in movimento, l'altra attraverso le architetture, in un gioco visivo che rimanderà il visitatore ora allo schermo, ora alla scena, e spesso ad entrambi.
La mostra, a cura di Milovan Farronato, sarà accompagnata da un unico catalogo con testi critici del curatore, del Direttore della Galleria Civica di Modena, Angela Vettese, e di critici stranieri invitati ad approfondire gli aspetti dell'uno e dell'altro artista inquadrati nella loro produzione più ampia. Nella pubblicazione inoltre progetti speciali degli artisti e la riproduzione delle immagini dei lavori esposti in mostra.


Note Biografiche
Runa Islam è nata a Dhaka, Bangladesh nel 1970. Vive e lavora a Londra dove si è formata presso il Royal College of Art, London. Tra le numerose mostre personali: Dunkers Kulturhus, Helsingborg (2005) Svezia; Centro d'Arte Contemporanea Santa Monica, Barcellona (2005); Hammer Museum Los Angeles (2005); Candem Arts Centre, Londra (2006), Bergen Kunsthall, Bergen, Norway (2007). Ha partecipato inoltre a innumerevoli rassegne biennali, tra esse: la Biennale di Venezia (2005), di Siviglia (2006) e di Istambul (2003), Gwangju (2006).
Tobias Putrih è nato a Krany, Slovenia, nel 1972. Vive e lavora a New York.
Dopo un'iniziale formazione in campo scientifico ha studiato arte visiva presso l'accademia di Lubiana e la Kunstakademie di Düsseldorf. Tra le mostre personali si segnala quella presso il Museum of Modern Art di Lubiana (2003), il one man show alla Grazen Kunstverein, Graz (Austria, 2005), e Quasi-Random presso il Neuberger Museum of Art, Purchase, New York (2007). Ha partecipato a numerose mostre internazionali tra cui la 52° Biennale di Venezia (2007) e Manifesta 4 (Francoforte 2002).     

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