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Sougwen Chung porta Body Machine al ledwall di Brera |
| Sul grande ledwall di Palazzo Citterio dal 23 aprile al 14 luglio 2026 arriva BODY MACHINE (MERIDIANS), nuova installazione di Sougwen Chung in collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitale. L'ingresso è gratuito, prima volta in Italia. |
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Negli ultimi anni il ledwall al piano terra di Palazzo Citterio si è imposto come uno degli spazi più interessanti di Milano per l'arte digitale contemporanea. Un grande schermo che, all'interno della Grande Brera, accoglie un ciclo di progetti espositivi pensati come dialogo tra il pubblico, il patrimonio museale e le pratiche artistiche più sperimentali. Il nuovo capitolo di questo ciclo apre il 23 aprile 2026 e si chiama BODY MACHINE (MERIDIANS): porta a Milano per la prima volta in Italia il lavoro di Sougwen Chung (1985), artista sino-canadese tra le voci più riconosciute a livello internazionale nel campo della ricerca tra performance, robotica, intelligenza artificiale e disegno. L'installazione resta visibile fino al 14 luglio 2026, con ingresso gratuito. La cura è affidata ad Auronda Scalera e Alfredo Cramerotti. Una collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitaleIl progetto si inserisce in un ciclo di mostre organizzate sul ledwall di Palazzo Citterio in collaborazione con il Museo nazionale dell'Arte digitale (MNAD), realtà che sta progressivamente costruendo un proprio profilo all'interno del panorama museale italiano dedicato ai linguaggi del digitale. Una formula che permette al pubblico di Brera di intercettare in modo gratuito proposte normalmente confinate a contesti più di nicchia. Il Direttore della Grande Brera, Angelo Crespi, sottolinea il significato istituzionale dell'iniziativa: "Sono felice di questo nuovo progetto che evidenzia il grande lavoro del MNAD in questa fase di start up. Una serie di mostre e acquisizioni, in collaborazione con la Grande Brera, per scandagliare il settore dell'arte digitale in cui il dato estetico e scientifico si accompagna sempre all'impegno sui temi della contemporaneità stretta, in questo caso di Sougwen Chung sul tema dei ghiacciai". BODY MACHINE (MERIDIANS): luce, suono, movimentoCon BODY MACHINE (MERIDIANS), Sougwen Chung estende ulteriormente la sua indagine sul rapporto tra essere umano e macchina. L'opera integra dati di movimento corporeo, registrazioni ambientali, sistemi di machine learning e sound design immersivo, dando origine a un sistema dinamico fatto al tempo stesso di luce, suono e movimento. Il lavoro si configura come una serie di azioni biomimetiche, in cui forme digitali generate algoritmicamente evocano una forte dimensione organica. Il calcolo, in altre parole, non resta una pura astrazione: si traduce in qualcosa che, agli occhi del visitatore, ha l'aspetto di un corpo vivente. Tre significati per la parola "meridiano"La parola "meridiano", che compare nel titolo, è la chiave di lettura dell'intera installazione. Sougwen Chung la intende come punto di connessione tra dimensioni diverse, su tre piani sovrapposti:
Attraverso questa pluralità di significati, l'artista invita a riflettere sulle relazioni tra corpo, tecnologia ed ecosistemi terrestri, proponendoli non come ambiti separati ma come processi profondamente interconnessi. Dal corpo al ghiacciaio: la spedizione nell'ArticoAll'interno dell'installazione una parte rilevante è riservata all'acqua e al ghiaccio. Per realizzare il progetto, Sougwen Chung ha intrapreso una spedizione nell'Artico con un duplice obiettivo: monitorare i ghiacciai in scioglimento e registrare la luce del sole polare. Durante quei sopralluoghi, l'artista si è immersa fisicamente per cinque minuti nelle acque di disgelo glaciale a 0,2 °C, percependo come il sole e il distacco dei ghiacciai alterassero giorno per giorno la temperatura dell'acqua intorno al proprio corpo. I dati di movimento del corpo, messi alla prova dal freddo, sono diventati parte del linguaggio digitale dell'installazione. È in questa traduzione che il tema ambientale, presente nel lavoro di Chung, prende forma estetica: non come illustrazione di un problema, ma come registrazione corporea trasformata in materia audiovisiva. Sougwen Chung e l'entità "Loro"Per cogliere fino in fondo la posta in gioco dell'installazione, conviene tornare un passo indietro. Nel corso dell'ultimo decennio, Sougwen Chung ha sviluppato sistemi sofisticati in cui le macchine collaborano al suo processo creativo e ne diventano parte integrante. In questo modo si crea un'entità — a cui è stato dato il nome di "Loro" — che crea un tutt'uno tra l'artista e la macchina stessa. Una posizione che è anche teorica: Chung non considera la macchina come strumento al servizio dell'autore, ma come attore inscritto nello stesso processo creativo. È una scelta che ha conseguenze precise sull'idea stessa di autorialità in ambito artistico, e che il pubblico è invitato a vedere all'opera dentro il ledwall di Palazzo Citterio. La serie D.O.U.G. e le performance dal vivoTra i progetti più conosciuti dell'artista c'è la serie D.O.U.G. (Drawing Operations Unit: Generation), all'interno della quale Sougwen Chung ha addestrato braccia robotiche a partire dai propri movimenti, consentendo loro di apprendere dai suoi gesti. Attraverso performance dal vivo, l'artista ha dato vita a un dialogo in tempo reale con le macchine, generando opere basate su movimento, risposta e interazione. È in questo orizzonte di ricerca, fatto di apprendimento reciproco e di gesti che passano dall'umano al meccanico e ritorno, che si inserisce BODY MACHINE (MERIDIANS). Le parole dei curatori"Con BODY MACHINE (MERIDIANS) – affermano Auronda Scalera e Alfredo Cramerotti – Sougwen Chung porta a Milano un lavoro che sfida le nostre categorie più radicate: cosa significa essere corpo, cosa significa essere macchina, dove finisce l'uno e inizia l'altra. L'installazione non si limita a rispondere a queste domande, le abita, le mette in tensione, le trasforma in esperienza sensoriale e concettuale. Il ledwall di Palazzo Citterio diventa così un luogo liminare, in cui il gesto umano e il calcolo algoritmico si incontrano in una coreografia aperta, viva, mai definitiva. Siamo onorati di presentare per la prima volta in Italia il lavoro di un'artista che ha saputo fare della collaborazione tra umano e macchina una vera e propria poetica". La lettura del MNAD"Dopo una prima selezione di opere dedicate alla rilettura del patrimonio culturale attraverso i linguaggi del digitale – sottolinea Maria Paola Borgarino, direttrice del Museo nazionale dell'Arte digitale – BODY MACHINE (MERIDIANS) ci invita a una riflessione intensa e attualissima sui rapporti che legano individuo, tecnologia e ambiente. Una relazione complessa che, nella visione di Chung, è inevitabilmente dialogica, trasformativa ma anche, sorprendentemente, paritaria. Artista e macchina sono attori interconnessi, inscindibilmente legati in un processo di continuo ascolto, apprendimento e co-evoluzione, e collaborano per creare uno spazio comune in cui sono possibili nuovi livelli di consapevolezza e profondità". Una biografia tra i premi più importanti dell'arte e dell'AISougwen 愫君 Chung è un'artista e ricercatrice sino-canadese, ampiamente riconosciuta come pioniera nella collaborazione tra esseri umani e macchine. La sua pratica multidisciplinare comprende installazione, disegno, performance e scultura, in dialogo con robotica, apprendimento automatico e biosensing. Attraverso l'unione di queste forme espressive, indaga la trasformazione delle relazioni tra il gesto della mano e quello della macchina. Sua è l'opera MEMORY (Drawing Operations Unit: Generation_2), che fa parte della collezione permanente del Victoria and Albert Museum ed è il primo modello di intelligenza artificiale acquisito da una grande istituzione culturale. Sul versante dei riconoscimenti, Chung è stata inserita dalla rivista Time tra le 100 persone più influenti nell'ambito dell'intelligenza artificiale ed è stata insignita del Global Impact Award. È stata inoltre riconosciuta come Cultural Leader al World Economic Forum e premiata per l'eccellenza nelle arti e nelle scienze come Woman of the Year a Monaco. Tra gli altri riconoscimenti figurano il Lumen Prize for Art in Technology, il Japan Media Arts Excellence Award per Drawing Operations e una commissione di rilievo per Omnia per Omnia. Chung è inoltre fondatrice di SCILICET, uno studio sperimentale con sede a Londra.
Quando, dove e come visitare la mostra
Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net. |
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