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Lisetta Carmi - Cinque strade Lisetta Carmi - Cinque strade
Dal 29 aprile al 27 settembre 2026 lo spazio Camera Oscura della Galleria Nazionale dell'Umbria ospita Lisetta Carmi. Cinque strade, curata da Alessandra Mauro che ripercorre i diciotto anni in cui la fotografa genovese ha scelto l'obiettivo.

Una pianista che a trentasei anni interrompe la carriera concertistica e si mette a fare la fotografa. Una fotografa che dopo diciotto anni di reportage abbandona la macchina fotografica e fonda un ashram in Puglia. Una storia che, raccontata di seguito, sembra una sceneggiatura ma è la biografia di Lisetta Carmi (1924-2022), una delle figure più originali della fotografia italiana del Novecento. È a lei che la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia dedica una mostra, in programma dal 29 aprile al 27 settembre 2026, all'interno dello spazio Camera Oscura.

Il titolo della mostra è Lisetta Carmi. Cinque strade, la cura è di Alessandra Mauro, l'inaugurazione è in programma il 28 aprile 2026, alle ore 17.30.

Camera Oscura, lo spazio per la fotografia della Galleria Nazionale dell'Umbria

Per capire la cornice in cui la mostra si inserisce, vale la pena partire da Camera Oscura. Si tratta di un vero e proprio spazio espositivo dedicato alla fotografia, allestito all'interno del percorso del museo perugino. Il progetto, intitolato per esteso Camera Oscura. La Galleria Nazionale dell'Umbria per la fotografia, è a cura di Marina Bon Valsassina e Costanza Neve.

L'obiettivo del progetto è esplorare l'essenza dell'arte fotografica, un mezzo che, sin dalla sua nascita, ha catturato momenti e raccontato storie, diventando una testimonianza della nostra realtà e delle emozioni umane. Il concetto stesso di camera oscura — che, come ricorda il progetto, risale a secoli prima dell'invenzione della fotografia — rappresenta l'idea di un luogo in cui la luce penetra esclusivamente da un minuscolo foro, creando immagini proiettate su una superficie.

Quel processo di rivelazione è il cuore della fotografia: un dialogo tra luce e ombra che dà vita a visioni uniche e personali. Da qui anche il taglio dello spazio espositivo: un'insegna al neon segna l'ingresso, l'ambiente è avvolto in luci soffuse e ombre suggestive. Non vi si trovano tempere, oli, pennelli o collanti, ma si esplorano concetti di tempo, esposizione, profondità e messa a fuoco.

Cinque strade: il senso del titolo

Il titolo Cinque strade non è un'invenzione poetica. La mostra, e il catalogo che l'accompagna, riecheggia nel titolo le cinque diverse vite professionali vissute da Lisetta Carmi.

Personaggio unico nel panorama artistico italiano, Carmi è stata pianista di talento, fotografa innovativa e partecipe, donna votata alla spiritualità e, sempre, una persona pronta a vivere in modo profondo la realtà del suo tempo, coraggiosa al punto da compiere scelte radicali nel giro di poche ore e senza apparenti rimpianti. La selezione di ventitré opere esposte non racconta tutte queste vite, ma si concentra sui diciotto intensi anni in cui la fotografia è stata il suo mezzo espressivo principale.

1960: la rinuncia al pianoforte

Nata a Genova nel 1924, Lisetta Carmi inizia presto la carriera da concertista. Una traiettoria che molti, a quel punto della vita, considererebbero definitiva. Carmi, invece, la interrompe nel 1960, scegliendo piuttosto l'impegno sociale.

Cercando una nuova occupazione, sceglie la fotografia come attività principale nella sua vita. Non come ripiego: i reportage che realizza dimostrano un'attenzione continua alla realtà che vive nei suoi molteplici aspetti. È in questa scelta — dare un mestiere ai propri occhi dopo averne dato uno alle proprie mani — che si gioca, di fatto, la nascita di una delle voci più riconoscibili della fotografia documentaria italiana.

Genova, il porto, Staglieno

I primi anni di lavoro fotografico sono strettamente legati al territorio natale. Uno dei primi progetti fotografici di Carmi è dedicato alla musica — il Quaderno musicale di Annalibera di Luigi Dallapiccola —, segnale di una continuità sotterranea tra le due "strade", quella musicale e quella fotografica.

Subito dopo, però, l'obiettivo si sposta sul mondo che la circonda: Carmi documenta il mondo del lavoro e il porto di Genova in particolare. È un capitolo importante della sua produzione e ancora oggi tra i più studiati. Accanto al porto, lavora alle statue del Cimitero monumentale di Staglieno, testimonianza della memoria della città: una sorta di contro-archivio della Genova dei vivi, costruito a partire dai suoi morti.

Ritratti, da Dallapiccola a Ezra Pound

L'inesauribile attenzione nei confronti degli altri porta Lisetta Carmi a realizzare anche molti ritratti di intellettuali, amici, musicisti. Tra questi spicca, per forza e spessore, la straordinaria serie di dodici fotogrammi dedicati a Ezra Pound, il grande poeta americano ripreso sulla soglia della sua casa a Sant'Ambrogio di Zoagli nel febbraio del 1966.

Un incontro folgorante, rapido, che si svolge senza una parola in quattro minuti appena. Eppure è da quei quattro minuti che nasce un lavoro grazie al quale alla fotografa sarà assegnato il prestigioso Premio Nicéphore Niépce. È una di quelle storie da raccontare per intero: lo scatto come esercizio rapidissimo di attenzione, dietro al quale c'è la pratica di una vita.

I Travestiti, un libro che cambia uno sguardo

Alla metà degli anni Sessanta, la Carmi si avvicina al mondo della comunità trans di Genova e realizza, con pudore e comprensione, straordinarie foto che verranno poi raccolte nel volume I Travestiti (1972). È uno dei lavori che hanno segnato la storia della fotografia documentaria italiana.

La curatrice Alessandra Mauro ne riassume così il senso: "Le fotografie raccontano con partecipazione una quotidianità fino a quel momento nascosta, proibita; ma raccontano anche l'amicizia vera, intensa, che lega fotografa e fotografati, senza emettere giudizi". Il metodo di Carmi è qui restituito in sintesi: partecipazione, ascolto, sospensione del giudizio.

India, ashram, Cisternino

Carmi è anche una grande viaggiatrice, curiosa del mondo. In uno dei suoi viaggi, nel 1976, incontra in India Babaji Herakhan Baba, che diventerà il suo maestro spirituale. È l'incontro che le aprirà la terza grande strada della sua vita.

Pochi anni dopo, abbandonata la fotografia, Lisetta fonda un ashram in Puglia, a Cisternino, dove vivrà fino alla morte, nel 2022. È una svolta che, ancora una volta, Carmi compie con la radicalità che la caratterizza: lascia un mestiere artistico al suo apice per dedicarsi a una pratica spirituale.

Una storia lunga di mostre e riconoscimenti

Il lavoro di Lisetta Carmi è stato oggetto, negli anni, di importanti omaggi istituzionali. Tra le tappe più significative figurano la mostra alla Maison de la Culture de Rennes (1991), quella a Palazzo Ducale di Genova (2016), l'esposizione al Museo di Roma in Trastevere (2018) e, più recentemente, la rassegna alle Gallerie d'Italia di Torino (2023). Una traiettoria che, attraversando istituzioni diverse, ha contribuito a costruire intorno a Carmi un profilo internazionale.

Sul fronte dei premi, tra quelli ricevuti figura il Prix Niépce Italia per il reportage Ezra Pound (1966).

La curatela di Alessandra Mauro e il catalogo

La cura della mostra è affidata ad Alessandra Mauro, tra le voci italiane più riconosciute nel campo della curatela fotografica. È sua anche la cura del catalogo che accompagna l'esposizione, edito da Silvana Editoriale, con un testo di Costantino D'Orazio.

Il volume non è semplicemente un repertorio illustrato: estende e approfondisce il filo narrativo della mostra, riprendendo il riferimento alle "cinque strade" che hanno costruito la biografia di Lisetta Carmi.

Sostenitori e partner

La mostra è realizzata con il supporto de L'orologio società cooperativa – Business Unit Cultura e con il contributo di Connesi. Si ringrazia per la disponibilità l'Archivio Lisetta Carmi, riferimento essenziale per qualsiasi progetto espositivo dedicato alla fotografa.

Ezra Pound

Quando, dove, come visitare la mostra

  • Mostra: Lisetta Carmi. Cinque strade
  • Sede: Galleria Nazionale dell'Umbria, corso Pietro Vannucci 19, Perugia
  • Inaugurazione: 28 aprile 2026, ore 17.30
  • Periodo: dal 29 aprile al 27 settembre 2026
  • Orari: dal lunedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.30)
  • Biglietti: intero € 12,00 – ridotto € 2,00
  • A cura di: Alessandra Mauro
  • Informazioni: tel. +39 075 58668436 – gan-umb@cultura.gov.it
  • Sito ufficiale: www.gallerianazionaledellumbria.it
  • Social: Facebook @GalleriaUmbriaPerugia – Instagram @gallerianazionaledellumbria

Approfondimento e copertura completa anche su zerodelta.net.

Lisetta Carmi - Cinque strade
 
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