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Ettore Ximenes, Busto di Giuseppe Zanardelli, 1900 circa Giuseppe Zanardelli a Palazzo Tosi
Nel bicentenario della nascita, Brescia celebra Giuseppe Zanardelli (1826-1903): dal 16 maggio al 15 novembre 2026 Palazzo Tosio ospita una mostra gratuita sullo statista, giurista e uomo di cultura, tra ritratti, monumenti, satira e memorabilia.

A duecento anni dalla sua nascita, Brescia rende omaggio a Giuseppe Zanardelli (1826-1903), il più importante uomo di Stato cui la città ha dato i natali, con la mostra Giuseppe Zanardelli. Statista, giurista e uomo di cultura, in programma dal 16 maggio al 15 novembre 2026 a Palazzo Tosio (via Tosio 12), sede dell'Ateneo di Brescia, Accademia di Scienze Lettere e Arti. L'ingresso è gratuito. Il progetto, a cura di Roberta D'Adda e Valerio Terraroli, è promosso dall'Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia, dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei e dalla Fondazione Ugo Da Como.

L'iniziativa non si limita a proporre un repertorio iconografico, ma riflette sulla costruzione e sulla trasmissione dell'immagine di Zanardelli, mettendo in luce la costante compenetrazione tra dimensione politica e sfera personale. Ne emerge una personalità capace di intendere la cultura e il patrimonio come strumenti per l'educazione civile e la formazione della coscienza collettiva, con attenzione al valore simbolico e pedagogico delle forme artistiche e monumentali. La mostra, che fa parte di un progetto più ampio comprendente nei prossimi mesi un seminario e un convegno, restituisce la complessità di una figura che seppe intrecciare azione politica e sensibilità culturale.

Zanardelli ed Ettore Ximenes

Il percorso si apre con un focus sul rapporto che legò Zanardelli allo scultore Ettore Ximenes (1855-1926), figura centrale nella definizione della sua immagine pubblica. I ritratti dello statista presuppongono una rappresentazione consapevole e costruita, in cui gesto, postura e intensità espressiva traducono visivamente il suo ruolo politico e civile. La relazione tra i due, fondata su stima e amicizia, superò la dimensione celebrativa per farsi anche traduzione plastica dei valori etici e civili incarnati da Zanardelli.

La costruzione della memoria e i monumenti

Zanardelli fu anche un vero regista della costruzione della memoria nazionale attraverso l'erezione di monumenti celebrativi. Grazie ai suoi incarichi istituzionali, tra cui la presidenza dell'Ateneo di Brescia, promosse l'esaltazione dei valori risorgimentali e la valorizzazione delle glorie bresciane, come dimostrano i monumenti tuttora presenti in città dedicati a Moretto e ad Arnaldo da Brescia, eletto a simbolo della libertà di pensiero. A questo tema si affianca, attraverso documenti grafici e fotografici, la diffusione capillare dei monumenti dedicati allo stesso Zanardelli, come quello progettato da Davide Calandra per il centro cittadino e quello realizzato da Leonardo Bistolfi per Maderno sul Garda.

La stampa e la satira d'epoca

La riflessione sull'immagine pubblica prosegue nella sezione dedicata alla stampa e alle illustrazioni d'epoca: Zanardelli fu al centro di una costante esposizione mediatica che lo rese protagonista del dibattito politico e culturale del tempo. La satira ebbe un ruolo fondamentale nel plasmarne il profilo: Casimiro Teja in Il Pasquino lo rappresentò spesso in chiave sarcastica in relazione a momenti salienti della storia italiana, come l'attentato a re Umberto a Napoli nel 1878, quando Zanardelli era ministro dell'Interno. Ancora più sferzanti le vignette del settimanale umoristico La Rana sul suo rapporto con Francesco Crispi, mentre L'Asino ne commentò le posizioni sui temi caldi del momento (dal divorzio alle imprese coloniali in Africa, fino alla legislazione sul lavoro di donne e bambini). A Brescia, Il Frustino stigmatizzò la politica ferroviaria e monumentale imposta dallo statista concittadino, promotore di idee non condivise in area clericale e conservatrice.

La biblioteca e il Codice Zanardelli

Il percorso prosegue con una selezione di volumi appartenuti a Zanardelli e alla sua biblioteca personale, composta da quasi ventimila libri. Tra questi spicca Il nuovo Codice Penale Italiano illustrato colla bibliografia e colla giurisprudenza formatasi dal gennaio 1890 al luglio 1895, con dedica autografa di Giovanni Luschi a Zanardelli, padre del primo codice criminale unitario del Regno d'Italia. I libri esposti permettono di ripercorrere le massime cariche istituzionali ricoperte dal bresciano in circa quarant'anni di vita parlamentare: Ministro dei Lavori Pubblici, Ministro dell'Interno, Ministro di Grazia, Giustizia e dei Culti, Presidente della Camera dei Deputati e Presidente del Consiglio dei Ministri.

Maderno, la villa e i memorabilia

La compenetrazione tra dimensione pubblica e privata trova una delle sue espressioni più significative nei progetti di Antonio Tagliaferri — tra i protagonisti dell'architettura bresciana e lombarda della seconda metà dell'Ottocento — per la residenza di Zanardelli a Maderno, sul lago di Garda. La selezione delle tavole ricostruisce la genesi dell'edificio, in cui architettura, paesaggio e gusti personali si intrecciano, riflettendosi anche nella decorazione pittorica che vide impegnati, tra gli altri, Ettore Ximenes e Cesare Bertolotti. La mostra si completa con sezioni più intime: la scrivania, la poltrona e il calamaio provenienti dalla villa di Maderno e alcuni memorabilia, dalle fotografie con dediche autografe di illustri contemporanei alle immagini del celebre viaggio in Basilicata, dalle lettere all'amico Ettore Ximenes al ritratto di Eleonora Duse realizzato dal monacense Franz von Lenbach.

Catalogo e itinerari in città

I temi del percorso sono approfonditi nel catalogo edito da Skira, con i contributi di Alessandro Bertoli, Stefania Cretella, Roberta D'Adda, Luciano Faverzani, Sergio Onger e Valerio Terraroli. La mostra si lega inoltre allo spazio urbano attraverso il quaderno Giuseppe Zanardelli. Itinerari, promosso da Fondazione Brescia Musei e scritto da Alessandro Bertoli, disponibile gratuitamente presso Palazzo Tosio, il Museo del Risorgimento Leonessa d'Italia e il Museo di Santa Giulia: il volumetto delinea quindici tappe nella Brescia ottocentesca sulle tracce dello statista, con una ricognizione dei siti d'interesse in tutta la provincia.

Chi era Giuseppe Zanardelli

Nato a Brescia il 29 ottobre 1826 in una famiglia borghese in ascesa, dopo gli studi nei collegi Sant'Anastasia di Verona e Ghislieri di Pavia Zanardelli partecipò ai moti del 1848 contro gli austriaci, avvicinandosi a posizioni democratico-repubblicane prima di approdare a un liberalismo costituzionale più moderato. Emigrato in Toscana e conseguite due lauree in giurisprudenza (a Pisa e a Pavia), fu docente privato e poi avvocato; negli anni Cinquanta si affermò come intellettuale, frequentando il salotto milanese di Clara Maffei e collaborando alla rivista Il Crepuscolo, per cui firmò le Lettere sull'Esposizione bresciana del 1857.

Entrato in Parlamento nel 1860, avviò una carriera ultraquarantennale che lo portò a essere segretario e, per tre volte, presidente della Camera. Figura di spicco della Sinistra storica, fu ministro dei Lavori Pubblici (1876-77) e dell'Interno (1878), e soprattutto, per tre volte, ministro di Grazia e Giustizia: realizzò riforme importanti come l'estensione del suffragio, il Codice di Commercio e l'abolizione delle decime, e volle il Codice Penale del 1889, noto come "Codice Zanardelli", che abolì la pena di morte e introdusse principi innovativi come il diritto di sciopero. Difensore coerente delle libertà costituzionali — pur avendo firmato i decreti dello stato d'assedio durante i moti di Milano del 1898 — divenne presidente del Consiglio nel 1901, con Giolitti agli Interni, in un governo di svolta liberale attento alla tutela del lavoro di donne e bambini, alla progressività fiscale e al Mezzogiorno, che visitò personalmente in Basilicata. Dimessosi nel 1903, morì il 26 dicembre nella villa di Maderno.

Giuseppe Zanardelli in Basilicata

Informazioni utili

  • Mostra: Giuseppe Zanardelli (1826-1903). Statista, giurista e uomo di cultura, a cura di Roberta D'Adda e Valerio Terraroli
  • Quando: dal 16 maggio al 15 novembre 2026 (chiuso dal 20 luglio al 4 settembre 2026)
  • Dove: Palazzo Tosio, via Tosio 12, Brescia
  • Orari: sabato e domenica, ore 15.30-18
  • Ingresso: gratuito
  • Catalogo: Skira

Maggiori informazioni: bresciamusei.com.

Ettore Ximenes, Busto di Giuseppe Zanardelli, 1900 circa
 
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