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Francesco, mi taglierei i capelli per te? |
| Nel complesso rinascimentale di Villa del Colle del Cardinale, a Perugia, arte contemporanea e storia dialogano: dal 20 giugno 2026 cinque artiste rileggono al femminile la spiritualità di San Francesco d'Assisi, per l'Ottavo Centenario. |
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Dal 20 giugno 2026, il complesso monumentale di Villa del Colle del Cardinale, a Perugia (Colle Umberto), ospita la mostra Francesco, mi taglierei i capelli per te? 5 riflessioni sulle donne nella spiritualità di San Francesco d'Assisi, a cura di Roberta Tosi: uno sguardo tutto al femminile sulla figura straordinariamente attuale del Santo di Assisi. L'esposizione rientra nel calendario del Comitato Nazionale per la Celebrazione dell'Ottavo Centenario della morte di san Francesco d'Assisi ed è parte di una progettualità ideata dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria con Nestlé. Le opere in mostra, in gran parte inedite e site specific, delle artiste Daniela Alfarano, Roberta Busato, Silvia Ranchicchio, Elisa Zadi e Federica Zianni, restituiscono un percorso di confronto, ma anche di spoliazione e restituzione, accostandosi a una delle figure più radicali degli ultimi ottocento anni. Tra pittura, disegno, scultura e installazioni, i diversi linguaggi si immergono in una ricerca sui temi dell'identità, del riconoscimento, della natura, del corpo e dell'anima alla luce della contemporaneità del messaggio francescano. L'allestimento, curato dall'architetto dei Musei Nazionali dell'Umbria Emanuela Veschi, armonizza l'intervento artistico con il "contenitore" rinascimentale, in un ulteriore dialogo tra passato e presente. L'inaugurazione del 19 giugnoIl 19 giugno 2026, alle ore 16.30, le cinque artiste e Ilaria Batassa (direttore scientifico di Villa del Colle del Cardinale), introdotte e moderate dal Direttore dei Musei nazionali dell'Umbria Costantino D'Orazio, si confrontano sull'importanza della prospettiva femminile per la comprensione della figura di San Francesco. A seguire, l'inaugurazione della mostra, con gli interventi di Costantino D'Orazio, di Davide Rondoni (Presidente del Comitato Nazionale per l'Ottavo Centenario) e della curatrice Roberta Tosi. Le artiste e le opereDaniela Alfarano, che vive e lavora a Modena e attraverso il disegno indaga il rapporto tra luce e oscurità, porta un dittico e un trittico sulla sottile soglia dell'essere e dello svanire: il trittico Nel puro vero, attraversamento che connette al battito ancestrale, e Pentimento, mani in preghiera come prima e ultima invocazione. Roberta Busato, tra Mantova e Pietrasanta, guarda alla materia come via d'accesso alla storia dell'umanità: le sue Lettere sono un viaggio mistico al cuore della visione francescana, trascrizione di un colloquio di anime, mentre O visione in sogno lavora sulla luce che accende il volto di riflessi e trasparenze. Silvia Ranchicchio, tra Milano e Todi, artista poliedrica tra scultura, ceramica, installazione e pittura, presenta L'eterna luce, che custodisce ciò che di più prezioso si conquista giorno dopo giorno, e Atto di devozione, scrittura del corpo e archivio dei giorni, tra corpo, memoria e spiritualità — quelle di Chiara e di ogni atto di devozione. Elisa Zadi, originaria di Arezzo, indaga la femminilità e il rapporto tra uomo e natura: la sua installazione Fioriscono Prati è un cammino verso un giardino simbolico e spirituale, ispirato al Cantico delle Creature, scandito da coppie come Aria e Fuoco (la libertà, la passione), Ellebori e Saturnia (la natura che sfida l'inverno, il gigante dell'estate), Nespolo e Martagon (i frutti, i fiori), Radura e Bucaneve (uno spazio infinito, il fiore che si fa spazio), Ruscello e Gigli (acque umili e preziose, i fiori della purezza) e Cespugli e Iris (la durezza, la tenerezza). Federica Zianni, romana, riflette sulla natura culturale dell'essere umano attraverso il recupero dei miti classici: Shadow and Halo, con due specchi, mette in scena un faccia a faccia spiazzante con noi stessi e con ciò che ci rende umani, mentre Fast & Sacred — una sedia, molti vestiti — procede per spoliazione, interrogandosi su ciò di cui si riveste l'anima davanti all'Altissimo. La Villa del Colle del CardinaleLa Villa del Colle del Cardinale è la più nota tra i complessi residenziali umbri: fu edificata nel 1575 per volontà del cardinale Fulvio della Corgna, nipote di Papa Giulio III del Monte, su probabile progetto di Galeazzo Alessi. Di grandi dimensioni e pianta rettangolare, si sviluppa su cinque livelli, con quattro costruzioni angolari (il cosiddetto bagno del cardinale con la biblioteca, l'uccelliera del giardino d'inverno con la selleria, lo studio e il soggiorno per ospiti). Le grottesche attribuite a Salvio Savini decorano le sale interne, e nel Salone d'Onore il Cardinale è ritratto tra Fede e Carità con in mano il progetto del giardino all'italiana. Passata nel 1645 alla famiglia Oddi (poi Oddi Baglioni dal 1782), la Villa vide radicali interventi sugli spazi esterni e nuove decorazioni firmate da maestri come Carlo Labruzzi e Marcello Leopardi. Si delineò così una complessa stratificazione, evidente soprattutto all'esterno: dal giardino-orto all'italiana al parterre de broderie, fino al giardino romantico all'inglese, ancora disseminato di vestigia lapidee. Dal 1892, con il proprietario Ferdinando Cesaroni, furono piantati alcuni degli alberi monumentali ancora presenti, tra cui un imponente Cedrus libani e un rarissimo Cryptomeria japonica. Particolarmente suggestivo è il Bagno del Cardinale, annesso di matrice arcadica dalle stanze affrescate, sovrastato dalla Biblioteca dipinta a statuaria a mo' di pantheon da Marcello Leopardi.
Informazioni utili
Informazioni e acquisto dei biglietti sul sito ufficiale: musei.umbria.beniculturali.it (anche tramite App Musei Italiani). |
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