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Dario Fo pittore: le macchine teatrali |
| Dal 28 giugno 2026 al 25 aprile 2027 la Rocca Albornoz di Spoleto ospita Dario Fo pittore: le macchine teatrali, prima delle quattro mostre per il centenario di Dario Fo: fondali, sagome e arazzi da quattro grandi produzioni teatrali. |
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Dal 28 giugno 2026 al 25 aprile 2027, la Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto ospita Dario Fo pittore: le macchine teatrali, a cura di Stefano Bertea e Mattea Fo. La mostra, inaugurata il 28 giugno, è la prima delle quattro esposizioni previste nel corso del 2026 in Umbria per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Dario Fo, premio Nobel, e porta all'attenzione del pubblico un aspetto meno conosciuto dell'artista: la pittura, che lo ha sempre accompagnato nel processo creativo, trasportando le opere teatrali dall'idea al palcoscenico. Un legame con Spoleto e il Festival dei Due MondiL'evento si inserisce nel calendario delle Celebrazioni per il Centenario e nel programma del Festival dei Due Mondi: proprio a Spoleto, infatti, nel 1999 Fo debuttò con Lu Santo Jullare Francesco, il cui fondale torna a essere esposto dopo 27 anni nelle grandi sale del Museo Nazionale del Ducato. La mostra è organizzata e prodotta dalla Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali e dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali dell'Umbria, dalla Regione Umbria, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto e dalla Fondazione Dario Fo e Franca Rame ETS, in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino Alto-Adige e con l'Archivio di Stato di Verona. La "macchina teatrale" di Dario FoLa pittura di Dario Fo non ha mai vissuto separata dalla scena: fondali dipinti, sagome carrellate, arazzi scenografici, bozzetti e opere pittoriche prendono vita insieme al testo, dentro lo stesso processo creativo. È proprio questo processo il cuore della mostra: la "macchina teatrale" di Fo, il sistema di immagini, materiali e invenzioni visive che trasforma un'idea in spettacolo, filo conduttore dell'intero percorso. Per Fo la macchina che precede tutto è il disegno, in un sistema in cui pittura e regia non sono momenti separati ma un unico atto progettuale: il fondale non è pensato come sfondo, ma come co-protagonista, e le sagome non decorano, bensì definiscono lo spazio dell'azione e danno volto e forma ai personaggi. Le opere esposte non sono illustrazioni di spettacoli passati, ma le macchine stesse — congegni visivi ancora capaci di mettere in moto l'immaginazione dello spettatore. Cinquant'anni di teatro in quattro produzioniLe opere in mostra appartengono a quattro grandi produzioni teatrali: Isabella, tre caravelle e un cacciaballe (1963), Mamma! I Sanculotti! (1993), Lu Santo Jullare Francesco (1999) e La figlia del Papa (2014). Attraverso questi lavori, che coprono oltre cinquant'anni di attività, la mostra restituisce l'evoluzione di Fo nell'uso delle macchine teatrali come espedienti narrativi: dagli arazzi scenografici degli anni Sessanta ai grandi fondali dipinti ispirandosi ai canovacci illustrati dei cantastorie del medioevo, fino alle sagome carrellate degli ultimi spettacoli. Dario Fo, un protagonista del NovecentoDario Fo (1926-2016) è stato uno dei più importanti protagonisti della cultura italiana del Novecento: attore, autore, regista, scenografo, pittore e intellettuale capace di rinnovare profondamente il linguaggio teatrale contemporaneo. Accanto alla produzione teatrale, ha coltivato per tutta la vita un'intensa attività artistica e pittorica, considerandola parte integrante del proprio processo creativo. A cento anni dalla nascita, il suo lascito continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale per il teatro, le arti visive e la riflessione culturale contemporanea.
Informazioni utili
Maggiori informazioni sul sito ufficiale: musei.umbria.beniculturali.it. |
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