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Incontri ravvicinati di altro tipo Incontri ravvicinati di altro tipo
27 febbraio 2010 - Una mostra collettiva a San Benedetto del Tronto con dieci protagonisti della scena italiana. un viaggio tra opere che rompono i confini del reale. Dieci incontri ravvicinati di altro tipo.

INCONTRI RAVVICINATI DI ALTRO TIPO
Un progetto a cura di Gianluca Marziani

Opening: sabato 27 febbraio 2010 dalle ore 18:00
via Esino 48 - San Benedetto del Tronto (AP)

UN NUOVO SPAZIO ESPOSITIVO A SAN BENEDETTO DEL TRONTO. ARTSINERGY DISVELA LE PORTE DEL SUO CENTRO PER LE ARTI VISIVE. UNA COLLETTIVA CON DIECI PROTAGONISTI DELLA SCENA ITALIANA. UN VIAGGIO TRA OPERE CHE ROMPONO I CONFINI DEL REALE. DIECI INCONTRI RAVVICINATI DI ALTRO TIPO…

I PROTAGONISTI: GIOVANNI ALBANESE – MATTEO BASILE’ – DAVIDE BRAMANTE – PAOLO CONSORTI – ALBERTO DI FABIO – ROBERT GLIGOROV – VERONICA MONTANINO – ANTONIO RIELLO – ADRIAN TRANQUILLI – MARIO VESPASIANI

ARTSINERGY apre ufficialmente al pubblico la sua grande sede di San Benedetto del Tronto. Dopo una preview con le opere di Salvatore Emblema, sarà la mostra curata da Gianluca Marziani a presentare la natura aperta di questo centro privato per le arti visive. INCONTRI RAVVICINATI DI ALTRO TIPO rivela l’attitudine più evidente dell’ultimo decennio: un’arte che sta mescolando linguaggi e tematiche, creando un’estetica ibrida che indaga le molteplici derive del reale. Gli autori contemporanei affrontano l’uomo e l’ambiente in modo peculiare, toccando scienza e tecnologia, nuovi culti e nuovissime culture, filosofie ed ecosistema. I loro incontri col mondo sono veritieri e al contempo veggenti, un mix di plausibilità e futurismi che sostituisce il fantarealismo agli eccessi utopici dei decenni passati.
Il viaggio espositivo inizia con una porta fiammeggiante di Giovanni Albanese, incipit d’ingresso in cui la luce perimetrale viene irradiata da lampadine a fiamma tenue. Un’opera di forte impatto scultoreo, poetica e moralmente aperta, coerente con le migliori ricerche dell’artista. Completa l’intervento un’eclisse solare tra stelle accese, conferma visionaria di un metodo ben radicato nella cultura iconografica del Novecento.
Lungo il percorso ci imbattiamo tra molteplici visioni del paesaggio: una è quella di Matteo Basilé con la sua umanità estrema nei territori dell’Oriente arcaico e sacrale, a conferma di una ricerca fotografica che connette la memoria ancestrale al futuro postecnologico.
Anche Paolo Consorti ricostruisce paesaggi estremi per corpi performatici, un mondo altro tra mitologie e visioni dantesche, un luogo ultimo che mescola riprese video, tecnologie digitali e formule pittoriche.
Mario Vespasiani cortocircuita la visione su altri paesaggi estremi, luoghi tra mistero e apocalisse posturbana, flash lisergici di un’archeologia del prossimo futuro.
Dentro la città e il mondo reale viaggia, invece, la fotografia ad esposizioni multiple di Davide Bramante. Sovrapposizioni e dissolvenze incrociate che sublimano il caos odierno nella qualità olistica della convivenza temporale e spaziale.
Per Alberto Di Fabio il paesaggio significa spazio ulteriore, visione del microcosmo cellulare o del macromondo di luoghi reali e attinenti. Raffinate pitture di apparenza astratta che, assieme alle stelle di Albanese, indicano la via dell’universo tra realtà e utopia.
Robert Gligorov porta l’obiettivo fotografico sui gesti e le posture dell’umanità occidentale. Le sue azioni performatiche catalizzano lo sguardo sulle azioni radicali di una normalità solo apparente. E’ la temperatura della violenza subliminale, della decadenza postideologica, della catarsi di un mondo tra saggezze esitanti e certezze disperse.
Altrettanto sagace ma con taglio ironico è lo sguardo di Antonio Riello. Molti i linguaggi e gli approcci adottati dell’artista, attento a rivoltare la cronaca e le derive dell’umanità occidentale. Opere che parlano di oggetti e forme ad alto impatto emotivo, piccole “bombe” estetiche per narrare il lato assurdo dei media quotidiani.
Veronica Montanino affonda lo sguardo ad un passo dagli oggetti del quotidiano, sul crinale in cui le forme normali si riformulano in feticci. Tutto si gioca sul valore dell’aura, su modelli di ascendenza pop e deriva intimista, lungo i canoni del femminile e le dinamiche dell’umanità occidentale.
A chiusura del viaggio non poteva mancare una visione fantarealista, lo sguardo della diversità che alimenta lo spazio morale del mondo. Adrian Tranquilli utilizza i supereroi Marvel con una tensione sacrale, fortemente antropologica. Il suo Batman, assieme alla visione universale firmata Di Fabio, apre il progetto verso gli incontri ravvicinati coi bordi ultimi del Pianeta.


Ingresso libero: Lun - Ven ore 10:00-13:00 / 15:00-19:30 - Sabato su appuntamento
La mostra prosegue fino al 17 Aprile 2010


Info:
press(chiocciola)artsinergy.com
06 83512663
0735 380841

Incontri ravvicinati di altro tipo
 
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