|
La mostra è stata pensata in stretto rapporto con lo spazio espositivo e nella imponente Sala delle Pietre di Todi verranno esposte opere dell’ultimo ciclo creativo.
“Si tratta di tele di grandi dimensioni che ospitano una griglia quadrangolare costruita da molteplici colori. In alcune opere la griglia in questione occupava il centro della tela; in quelle più recenti e soprattutto nei lavori in esame si decentra e si colloca ai bordi del quadro, quasi ad indicarne il proseguimento nello spazio. Il campo bianco della tela tende dunque a sfondare i propri limiti e ad invadere lo spazio in cui è collocata l’opera. La griglia cromatica non è quindi un campo chiuso nel proprio perimetro e in quello della tela bianca su cui si staglia. È invece un insieme mobile che può in ogni momento evadere dalla tela o per meglio dire allargare a dismisura lo spazio concettuale della tela. Per tale motivo, che è un motivo centralissimo e da sempre fondante dell’arte di Sonego, i suoi quadri sono l’esatto contrario di come potrebbero venire superficialmente interpretati: non sono decorativi ma aggressivi; non arredano ma disarredano, nel senso che per dimensioni e immagine è ben difficile misurarli con il colore di un divano o con la dimensione di una scrivania. Meglio misurarli con una potente innervatura di arcate, con pietre scandite e dure e con uno spazio pubblico antico e smisurato”.
In occasione della mostra verrà pubblicato un volume bilingue contenente immagini che documentano le opere dell’ultimo ciclo creativo dell’artista installate nella Sala delle Pietre, i saggi introduttivi di Massimo Donà, Carlo Invernizzi, Enrico Mascelloni, Francesca Pola e un apparato bio-bibliografico.
La mostra è organizzata con il patrocinio della Regione dell’Umbria e della Provincia di Perugia.
Clicca qui per la scheda tecnica della mostra
Nelio Sonego, nato a Sion in Svizzera nel 1955, vive e lavora a Cordignano e Londra.
Si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova.
Nei suoi primi due anni di attività (1978-1980) traccia linee a matita con la squadra apparentando i suoi Strutturali a porzioni di progetti architettonici, a cui seguono, nella prima metà degli anni ’80, le forme dei Rettangoli Verticali.
Nel 1996 firma con il poeta Carlo Invernizzi e i pittori Gianni Asdrubali e Bruno Querci il Manifesto Tromboloide e disquarciata. Natura Naturans cui seguirà la mostra nel 1997 presso il Centro Espositivo della Rocca Paolina di Perugia, la Galleria Nothburga di Innsbruck e il Museo Rabalderhaus di Schwaz e poi riproposta nel 1999 presso i Musei Civici Villa Manzoni a Lecco.
Nel 2003 una nuova svolta con gli Orizzontaliverticali in cui ritorna il rettangolo ma non più come una suggestione della fase iniziale ma con un segno morbido, fumoso, ottenuto con la vernice a spruzzo.
L’artista è impegnato da anni nella produzione di libri fatti a mano. Recentemente ha tenuto, tra le altre, mostre personali alla galleria A arte Studio Invernizzi di Milano, alla Fondazione Ado Furlan di Pordenone, alla Galleria Civica Rigo a Novigrad-Cittanova in Croazia. |