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Aligi Sassu, La ragione spezza le catene, 1963. Opera inedita Inaugura in provincia di Chieti il nuovo Museo Aligi Sassu
17 luglio 2010 - Atessa con il nuovo museo rende omaggio all’artista. La rassegna ripercorre le tappe più importanti della vita e della produzione artistica di Aligi Sassu dalle opere futuriste del 1927-28 fino alle Corride spagnole degli anni '60.

MUSEO ALIGI SASSU
210 OPERE SU CARTA DAL 1927 AL 1990
PALAZZO FERRI - ATESSA (CH)


A dieci anni dalla scomparsa del grande Maestro del Novecento, sabato 31 luglio, nella splendida cornice dell’antico Palazzo Ferri di Atessa si inaugura il Museo Aligi Sassu.Aligi Sassu, La ragione spezza le catene, 1963. Opera inedita

Novanta lavori su carta, per lo più inediti, disegni, acquerelli, pastelli e tempere, con centoventi opere grafiche scelte: acqueforti, acquetinte, litografie e serigrafie, costituiscono l’importante collezione di Alfredo e Teresita Paglione affidata al nuovo Museo Sassu di Atessa.

La rassegna ripercorre le tappe più importanti della vita e della produzione artistica di Aligi Sassu a partire dalle opere futuriste del 1927-28, per poi soffermarsi sui lavori degli anni ’30, tra cui i famosi Uomini rossi e i Ciclisti, i Caffè, le Battaglie, i disegni del carcere di Fossano realizzati tra il 1937 e il 1938, le Crocifissioni e i Concili degli anni ‘40, fino alle Corride spagnole degli anni ‘60.

Aligi Sassu, scomparso il 17 luglio 2000 a Pollença (Mallorca, Spagna), quest’anno viene ricordato con tre significativi eventi: la mostra presso il Museo di Villa Urania a Pescara, in corso fino a fine giugno, incentrata sulla produzione in ceramica e l’apertura dei due nuovi musei a lui dedicati ad Atessa, in Abruzzo, e a Thiesi, in Sardegna, dove trascorse alcuni anni della giovinezza.

La città di Atessa con la nascita del nuovo museo rende omaggio all’artista sottolineando il profondo legame con la terra d’Abruzzo: nel 1964 vi realizza una grande opera murale “Il Concilio Vaticano II” presso la Chiesa di S. Andrea a Pescara, nel 1987 in anteprima  assoluta espone la “Divina Commedia”, una raccolta di 113 oli, al Castello Gissi di Torre De’ Passeri (Pe) e nel 1997 la mostra di arte sacra con cui viene aperto il Museo dello Splendore di Giulianova. Qualche anno dopo, nel 2003, presso la Fondazione Carichieti viene inaugurata la mostra permanente de “I Promessi Sposi”, 58 straordinari acquerelli ispirati al celebre romanzo di Alessandro Manzoni, opere donate dai coniugi Alfredo a Teresita Paglione alla città di Chieti.

Il catalogo del nuovo Museo Sassu di Atessa, edito da Silvana eEditoriale, contiene testi  di Giulio Borrelli, Elena Pontiggia, Elsa Betti e un’intervista di Giovanni Gazzaneo ad Alfredo Paglione, noto gallerista e cognato del Maestro.

Biografia
Aligi Sassu, nato a Milano il 17 luglio 1912 da padre sardo e madre emiliana, è stato un artista estremamente precoce. Scoperto da Marinetti, partecipa all’età di soli sedici alla Biennale di Venezia del 1928, nella sala riservata ai Futuristi, con due opere Nudo plastico e l'Uomo che si abbevera alla sorgente.
Lo stesso anno firma insieme a Munari il manifesto Dinamismo e riforma muscolare, rimasto inedito fino al 1977.
A Parigi ha l’opportunità di studiare da vicino l’opera di Matisse, Gericault, Cézanne, Delacroix. Nasce così la sua passione per la pittura dell'Ottocento francese e la predilezione per il soggetto del caffè, tema ricorrente in molte sue opere.
Oltre l'amore per l'arte e per la cultura, Sassu manifesta il suo impegno politico in opere come la Fucilazione delle Asturie, dove si fa evidente la sua posizione antifranchista.
L’impegno nella lotta contro il fascismo e la partecipazione alla diffusione di stampa clandestina, lo porteranno all’arresto nel 1937 con l'accusa di complotto e sovvertimento dell'ordine dello Stato. L’anno dopo gli viene concessa la grazia regia ma come sorvegliato speciale, bisognerà quindi aspettare il 1941 perché possa nuovamente esporre le sue opere.
Nel 1964 si trasferisce a Mallorca, considerata come una seconda Sardegna, nascono in questo periodo le Tauromachie, opere con i paesaggi dell'isola e con soggetti mitologici.
Sassu realizza nel 1973 i Vespri Siciliani per la riapertura del Teatro Regio a Torino. Nel 1984 viene organizzata una sua antologica a Palazzo dei Diamanti di Ferrara poi trasferita in Castel Sant'Angelo a Roma; sempre lo stesso anno viene allestita un'altra grande antologica a Palazzo Reale a Milano. Le sue opere vengono esposte a Siviglia, in Germania, a Madrid, a Toronto, a Montreal ed a Ottawa. San Paolo, Bogotà e Buenos Aires.
Nel 1986 espone a Palma di Mallorca, alla XI Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e alla Casa del Mantegna a Mantova. Nello stesso anno termina il lavoro sulla Divina commedia, opera composta di centotredici tavole. Tre suoi dipinti vengono acquistati dal Museo Puskin di Mosca.
Nel 1993 completa I Miti del Mediterraneo, murale in ceramica di 150 metri quadrati, per la nuova sede del Parlamento Europeo a Bruxelles.
L'anno successivo presenta Manuscriptum, una cartella con incisioni destinata alla mostra itinerante in Svezia "I ponti di Leonardo".
Il 17 luglio 1999, in occasione del suo ottantasettesimo compleanno si inaugura una grande antologica in Palazzo Strozzi a Firenze.
L’anno dopo, la sera del 17 luglio 2000, Aligi Sassu muore nella sua casa di Can Marimon a Pollença.


La donazione di Alfredo e Teresita Paglione al Museo Aligi Sassu di Atessa non è che una tappa del percorso iniziato nel 2000 quando il mecenate abruzzese, a seguito della chiusura della sua galleria di Milano “Appiani Arte Trentadue”, decise di fare dono di buona parte del suo patrimonio d’arte.

La collezione Alfredo e Teresita Paglione da diversi anni è oggetto di numerose donazioni e comodati: una collezione dai caratteri ben definiti, organica, coerente, che si distingue per l’idea di  bellezza, principio indiscusso di oltre quarant’anni della sua attività nel mondo dell’arte.

Già qualche anno fa Alfredo Paglione raccontava a Giovanni Gazzaneo la sua volontà di distribuire le opere sul territorio piuttosto che concentrarle in un unico museo “per raggiungere il maggior numero possibile di visitatori, soprattutto giovani. Ho voluto diffondere richiami all’arte e alla bellezza: è come se accendessi dei piccoli fuochi, come se piantassi degli alberi. Mi auguro che vengano ben accolti, alimentati e fatti crescere nel tempo, per aiutare i giovani a ricercare la bellezza che, com’è stato per me, li farà vivere meglio e risponderà alla loro sete di grandi orizzonti”.

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