|
Rosso di John Logan all' Elfo Puccini di Milano
Traduzione di Matteo Colombo
regia, scene e costumi di Francesco Frongia
con Ferdinando Bruni e Alejandro Bruni Ocaña
luci di Nando Frigerio
produzione Teatro dell'Elfo
prima nazionale
Red di John Logan, inedito in Italia, negli Stati Uniti è stato un caso: dopo il successo al Golden Theater di Brodway e al Donmar Warehouse di Londra, si è aggiudicato 6 Tony Award nel 2010. L'autore, sconosciuto sui palcoscenici italiani, è noto come sceneggiatore di molti capolavori cinematografici: dai film di Scorsese The Aviator (soggetto e sceneggiatura) e Hugo Cabret (nomination per l'Oscar 2012), a Sweeney Todd di Tim Burton fino a Lincoln di Steven Spielberg (scritto con Tony Kushner e Paul Webb).
La pièce è ispirata alla biografia del pittore americano Mark Rothko, maestro dell’espressionismo astratto, che alla fine degli anni Cinquanta ottenne la più ricca commissione della storia dell’arte moderna, una serie di murali per il ristorante Four Season di New York.
Puntando i riflettori proprio su quel periodo, Rosso mette in scena lo scontro tra generazioni di artisti: tra Rothko, un uomo maturo che fa i conti con se stesso, e Ken, giovane allievo alla ricerca di un "padre". "Il figlio deve scacciare il padre. Rispettarlo, certo, ma anche ucciderlo", sostiene Rothko ripercorrendo la propria storia. "Abbiamo distrutto il cubismo, io e de Kooning e Barnett Newman". Dopo due anni di lavoro febbrile per realizzare i dipinti murali, sarà inevitabilmente Ken a mettere in discussione le scelte del maestro in uno scontro teso e feroce che lo spinge alla scelta radicale (ma intimamente coerente) di disattendere gli impegni con il Four Season.
John Logan dipinge il ritratto di un uomo ambizioso, egocentrico e vulnerabile, uno dei più grandi artisti-filosofi del '900, per il quale "la pittura è quasi interamente pensiero. Metter il coloro sulla tela corrisponde al dieci per cento del lavoro - sostiene - il resto è attesa".
Pittura ed estetica, etica e spiritualità, istinto e percezione, apollineo e dionisiaco, arte effimera o necessaria, quadri come merci e prodotti: tutti temi importanti che l'autore non teme di portare in scena, fino a farli diventare materia teatrale drammatica e struggente.
Per Ferdinando Bruni è l’occasione per una prova d’attore a 360 gradi, in cui il gesto pittorico e quello teatrale si completano e confondono. A dirigerlo Francesco Frongia che già aveva firmato in prima persona una delle sue interpretazioni più applaudite, sdisOré di Giovanni Testori, oltre alle regie a quattro mani della Tempesta, L’ignorante e il folle e L'ultima recita di Salomé. Uno spettacolo per tornare a riflettere su temi centrali delle ultime produzioni dell’Elfo: lo scontro tra generazioni, la ricerca di un linguaggio comune, l’esigenza di trasmettere l’esperienza umana e artistica.
Info per assistere allo spettacolo
Eventi collaterali
- Domenica 6 maggio, ore 11.30, al Museo del Novecento per il ciclo di incontri
Teatri al Novecento
Ferdinando Bruni e Francesco Frongia presentano Rosso
Palazzo dell'Arengario, via Marconi 1 - Ingresso al Museo: € 5 - ridotto € 3
- Venerdì 11 maggio, ore 17.00, Foyer dell'Elfo Puccini
Incontro con la Compagnia di Rosso
Intervengono Riccardo Venturi (autore della monografia Mark Rothko/Lo spazio e la sua disciplina, Electa-Mondadori, Milano 2007) e Matteo Colombo (traduttore).
Coordina Roberto Borghi (critico d'arte).
Ingresso libero |