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La Lingua del Santo. Giovanni Umicini Apre la 6^ edizione di Padova Aprile Fotografia
10 aprile 2010 - Apre nella Galleria Cavour, la mostra “Carlo Mazzacurati nelle immagini di Lucia Baldini e Giovanni Umicini”, che apre la sesta edizione della rassegna Padova Aprile Fotografia, dedicata quest’anno a “La fotografia di cinema”.

Padova Aprile Fotografia 2010
6ª edizione


LA FOTOGRAFIA DI CINEMA

Carlo Mazzacurati nelle immagini di  Lucia Baldini e Giovanni Umicini

Padova, Galleria Cavour
11 aprile – 23 maggio 2010


Inaugura sabato 10 aprile 2010 alle ore 18.00, nella Galleria Cavour, la mostra “Carlo Mazzacurati nelle immagini di Lucia Baldini e Giovanni Umicini”, che apre la sesta edizione della rassegna Padova Aprile Fotografia, curata da Enrico Gusella e Alessandra De Lucia e dedicata quest’anno a “La fotografia di cinema”.
Promossa dall’Assessorato alla Cultura – Centro Nazionale di Fotografia del Comune di Padova, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, l’esposizione raccoglie oltre un centinaio di immagini a colori e in bianco e nero scattate dai due fotografi durante le riprese dei film di Carlo Mazzacurati.
 
Di Lucia Baldini sono le fotografie del film “La giusta distanza” (2007), che ne indagano alcuni elementi costitutivi: luoghi, attori, troupe e atmosfere. Nel film di Carlo Mazzacurati il paesaggio entro cui si muovono i personaggi è un elemento essenziale della storia, posto allo stesso livello dei protagonisti. In una pianura desolata, i cui confini sembrano perdersi all’orizzonte, le atmosfere cupe e nebbiose della zona del Polesine - alla foce del Po - fanno da sfondo alla storia narrata dal regista, che mette in scena le contraddizioni, i paradossi, le perversioni e le ipocrisie di una piccola comunità di provincia in un paesino del nord-est Italia, in cui l’apparire conta più dell’essere, e dove l’integrazione e la convivenza pacifica sono solamente la facciata di un mondo che nasconde una realtà complessa. Questa atmosfera quasi gotica, e per alcuni aspetti oppressiva, rivive negli scatti di Lucia Baldini, che presenta in mostra una sequenza di fotografie in digitale fra cui alcuni mosaici di grandi dimensioni che danno al visitatore uno sguardo di insieme sulle scene narrate. Guardandoli si ha, infatti, l’impressione di entrare in uno specchio e di cogliere contemporaneamente il dentro e il fuori della scena; la percezione dei confini è ampliata e l’insieme di ogni singolo tassello che compone il mosaico fornisce a chi guarda una visuale di insieme. Il lavoro della fotografa toscana, nato da un’autentica predisposizione a stare dietro le quinte e a cogliere i dettagli che normalmente sfuggono, diviene, dunque, un viaggio attraverso i momenti chiave del film che mostra allo stesso tempo la complessità di una produzione cinematografica e la coralità del lavoro che vi sta dietro. Sarà inoltre presente in mostra una selezione di quindici immagini esclusive del nuovo film del regista padovano, “La passione”, in uscita nelle sale cinematografiche tra qualche mese: un’anteprima inedita come omaggio alla città di Padova.
 
Giovanni Umicini, invece, con le sue foto di scena, racconta da una parte la storia del film, e dall’altra la fatica e il divertimento del lavoro svolto sui set di “Vesna va veloce” (1996) e “La lingua del Santo” (2000), film molto differenti fra loro per toni e contenuti che si rispecchiano nello sguardo, ora più attento e rispettoso, ora più irriverente e spiritoso, del fotografo.
Le immagini, scattate in un rigoroso bianco e nero, riescono a cogliere in un attimo l’essenza del momento. Nelle foto di “Vesna va veloce”, film dai sottili equilibri emotivi e di durezza concreta, sono immortalati la troupe e gli attori nel momento in cui ascoltano le spiegazioni del regista, assorti e seri prima di entrare in scena o durante le fasi di lavorazione. Volti tesi e partecipi, momenti di solitudine, un paesaggio avvolto dalla nebbia; questa l’atmosfera entro cui si muove Umicini, le cui fotografie ci restituiscono la complessità delle scene accentuandone la carica emotiva.
 
Ne “La lingua del Santo” il tono è invece più leggero e canzonatorio: gli scatti del fotografo hanno un taglio spiritoso, concentrato sull’aspetto fisico, sulle espressioni ironiche dei volti e sulla dinamicità dei corpi, sempre attento a cogliere i momenti più divertenti del film e di pausa all’interno del set. Il suo minuzioso lavoro di ricerca, di lettura del copione e di presenza durante le riprese del film, sono stati il presupposto fondamentale per il documento storico visibile in mostra.

* * *
Lucia Baldini racconta per immagini dagli anni ottanta, avendo come principale scenario l’ambito musicale. Inizia a collaborare con festival e compagnie di teatro e danza, in particolare per oltre 12 anni con Carla Fracci. Da compagnie e musicisti argentini si lascia coinvolgere nella cultura del tango che la porta a realizzare tre libri. Dall’incontro con Carlo Mazzacurati si è lasciata appassionare dal mondo del cinema.
Ha pubblicato vari libri fotografici dedicati alla danza e alla musica, e due libri dedicati al dialogo tra le opere dei musei fiorentini e il pubblico in visita.
Ha esposto suoi lavori in Italia e all’estero e alcune opere fanno parte di collezioni pubbliche e private. Conduce seminari e laboratori sulla fotografia di scena.
Da sempre porta avanti un suo progetto di ricerca legato all’onirico.
 
Giovanni Umicini
nasce a Firenze nel 1931, e inizia a fotografare nel 1946. Assieme a Paul Karg è tra i primi a stampare le diapositive direttamente su Anscochrome Printon. Nel 1957 il mensile americano "Modern Photography" pubblica una serie di sue fotografie, e l’anno dopo inizia a collaborare con i laboratori di ricerca della Eastman Kodak di Rochester e Harrow. Il suo studio inizia ad essere luogo di formazione per alcuni giovani che diventeranno affermati fotografi. Conosce e collabora con Emilio Vedova e Hans Hartung. Nel 1997 entra a far parte del gruppo fotografico Mignon. Ha realizzato diverse mostre personali, tra cui: “Giovanni Umicini. Street photography” (2001) e “Giovanni Umicini - Per Padova” (2007) presso il Centro Nazionale di Fotografia.
 
Carlo Mazzacurati nasce a Padova il 2 marzo 1956. Considerato uno dei giovani registi più sensibili e convincenti del cinema italiano, dal 1992 affronta il tema dell’incontro tra due culture diverse con la pellicola “Un'altra vita”, seguita da “Il toro” (1994) e “Vesna va veloce” (1996). Dopo aver presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 1999 la serie di documentari “Ritratti”, con il film “La lingua del santo” (2000) torna a proporre sul grande schermo una storia ambientata nel nord est italiano, attraverso il ritratto di due quarantenni in crisi. Nel 2004 il regista padovano decide di occuparsi d'amore con “L'amore ritrovato” e nel 2007 ritorna alle sue origini, percorrendo i binari che lo portano nuovamente in un paesino del nord-est a raccontare il giallo “La giusta distanza”.
 

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MOSTRE A PADOVA

La Passione (foto Lucia Baldini) La Lingua del Santo. Giovanni Umicini Mara (foto Lucia Baldini)
 
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