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Monte Rosa (Foto Distretto Turistico dei Laghi) Valli Bognanco, Antrona e Anzasca
La prima caratterizzata dalle sue acque, la seconda la più selvaggia della valli ossolane, la terza dominata dalla parete est del Monte Rosa.
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LA VALLE DI BOGNANCO

E' situata immediatamente alle spalle di Domodossola ed offre ai visitatori un ambiente incontaminato, punteggiato da una decina di laghetti. E' proprio l'acqua a caratterizzare la valle e il suo centro principale: Bognanco, nome collettivo che identifica una serie di villaggi che emergono dal verde dei campi e orti. Nel 1863 don Fedele Tichelli scoprì le proprietà terapeutiche delle acque che sgorgano dalle sorgenti situate nel fondovalle. All'inizio del Novecento, dopo la scoperta di due nuove fonti l'Ausonia e la Gaudenziana a cui si aggiunge, in seguito, la San Lorenzo, Bognanco diventa una delle più note stazioni termali italiane e si arricchisce di stabilimenti, alberghi e strutture ricettive.

Passeggiate e relax costituiscono un piacevole contorno alle cure termali: per gli estimatori dell'arte e la cultura interessante è la visita alla cinquecentesca Parrocchiale di San Lorenzo, situata nella frazione omonima; all'oratorio di Pizzanco, dedicato a San Uguccione, patrono dei casari e dei pastori; a quello di San Bernardo (XVII secolo), patrono degli alpigiani e degli alpinisti, posto a 1620 metri in splendida posizione panoramica.

Per gli amanti del trekking numerose sono le scelte possibili, tra le mete più frequentate: il lago di Ragozza, i laghetti di Paione e di Variola e il passo di Monscera. Salendo da Bognanco Fonti a San Lorenzo si incontra il villaggio di Camisanca con quella che è forse la più bella costruzione di tutta la valle, la polveriera, cinquecentesca casaforte datata sulla facciata 1578. Ma tutta la Val Bognanco è un museo all'aperto: antichi pozzi, meridiane, caseifici, cappelle votive, vecchi torchi sono le testimonianze dell'antica cultura contadina.

LA VALLE ANTRONA

E' la più selvaggia tra le valli ossolane: grazie alla sua posizione appartata ha mantenuto un tipico ambiente alpino incontaminato. La caratteristica dominante di questo territorio, formato dall'erosione glaciale, è rappresentata dai numerosi laghetti, naturali e artificiali, che lo punteggiano, facilmente raggiungibili a piedi e dove è possibile la pratica della pesca sportiva.
I limpidi specchi d'acqua non sono le uniche attrazioni che questa valle offre: varie sono le possibilità di escursioni attraverso una rete di 24 sentieri segnalati che conducono a rifugi e bivacchi: particolarmente affascinante per gli alpinisti è la salita al Pizzo d' Andolla con i suoi 3.656 metri.
Il primo comune che si incontra risalendo la valle è Montescheno, centro abitato costituito da 12 frazioni dalla tipica architettura costituita da case in pietra.

Testimonianza del passato sono gli antichi torchi da uva sparsi nelle diverse frazioni, uno dei quali, risalente al 1745 e recentemente ristrutturato, è ancora parzialmente utilizzato. Ricca di fascino e ritualità è la processione dell' “Autani”, la più antica delle Alpi, che ogni anno parte dal paese e percorre i sentieri della montagna per tutta la giornata (22km) e registra la partecipazione di tutte le famiglie del paese. A pochi chilometri da Montescheno si incontra il paese di Seppiana che fin dal XIII secolo fu il centro religioso della valle: la parrocchiale di S. Ambrogio, risalente all' XI secolo e ampliata nei secoli XII-XIII, è un significativo esempio di stile romanico alpino. Viganella fu in passato il centro della lavorazione del ferro estratto, fin dal Medioevo e fino al 1859, a Ogaggia: le miniere oggi abbandonate sono raggiungibili attraverso un sentiero che parte dal centro del paese. Antrona Schieranco è il comune che occupa la testa della valle ed è formato da numerosi villaggi tra cui Trivera, antico centro minerario e Antronapiana, la cui parrocchiale di San Lorenzo risalente al XVII secolo, conserva al suo interno un magnifico ciborio che viene oggi considerato tra le maggiori opere barocche del Piemonte.Antronapiana è il maggior centro turistico della valle e punto di partenza per escursioni estive e itinerari invernali sci-alpinistici. Una delle più frequenti mete turistiche è il Lago di Antona, creato nel 1642 da una frana che causò lo sbarramento del corso del fiume Troncone.

LA VALLE ANZASCA

Il paesaggio della valle è dominato dall'imponente profilo della parete est del Monte Rosa che per altezza e grandezza non ha eguali nelle Alpi ed è da molti definita un “angolo di Himalaya”. Caratteristica di questo territorio è la presenza di due culture dominanti: quella romanza nella parte bassa della valle e quella tedesca-walser a nord.

All'inizio della valle si incontra il paese di Piedimulera, dove interessanti sono il seicentesco palazzo Testone e due torri del XVI secolo, proseguendo si incontra il comune di Calasca Castiglione, il più esteso della valle, formato da diversi villaggi distribuiti sulla montagna: Castiglione con la sua parrocchiale di San Gottardo al cui interno è possibile ammirare un pregevole altare gotico; Molini dove, presso il Santuario della Gurva (XVII secolo) la Milizia Tradizionale, in costume napoleonico, sfila ogni anno in occasione della festa dell'Assunta la cui parrocchiale seicentesca è definita, per la sua collocazione, “la cattedrale tra i boschi”. Bannio Anzino, formato dai villaggi di Bannio, Anzino e Pontegrande, fu l'antica capitale della valle.
Degna di nota è la parrocchiale di San Bartolomeo, risalente al 1644 e monumento nazionale al cui interno è conservato un crocifisso bronzeo fiammingo risalente al XVI secolo.

Il seicentesco Oratorio della Madonna della Neve è teatro ogni anni di una cerimonia, che vede la partecipazione della Milizia Tradizionale, in ricordo della protezione esercitata dalla Madonna contro un'epidemia di peste nel seicento.Vanzone con San Carlo è l'ideale punto di partenza per escursioni nel verde: sentieri segnalati conducono a alpeggi e vette come il Pizzo San Martino, raggiungibile in sei ore di cammino. Gli amanti del trekking apprezzeranno sicuramente le varie escursioni offerte dal più piccolo dei comuni della valle, Ceppo Morelli, tra cui: la Val Tignaga, il passo di Mondelli e l'alpe Cortenero.

Macugnaga è invece il centro di più spiccata vocazione turistica grazie allo straordinario panorama offerto dall'imponente parete est del Monte Rosa, vero paradiso degli alpinisti sin dalla seconda metà   dell'Ottocento.
Il villaggio, fondato nel XIII secolo da coloni walser provenienti dalla valle di Saas, ha il suo nucleo più caratteristico nel Dorf, un insieme di baite e antiche stalle, poste le une di fronte alle altre, costruite in legno di larice. Di notevole interesse è la Chiesa Vecchia, intitolata a Santa Maria e risalente alla seconda metà del Trecento, affiancata da un campanile costruito nel 1580. In prossimità della chiesa sorge un tiglio secolare, dalla circonferenza, alla base, di 7 metri che è annoverato tra i più antichi d'Europa.

Di notevole interesse è anche la visita al Museo Walser in località Staffa che ripropone, in una casa in legno del XVII secolo con basamento in pietra, l'ambientazione di una tipica casa walser; al Museo della Montagna che documenta la storia alpinistica della parete est del Monte Rosa e all'Oasi Faunistica che, attraverso una fitta rete di sentieri, permette il contatto con la flora e la fauna alpina.

 

  

Testi ed immagini sono gentilmente concessi dal  Distretto Turistico dei Laghi  Scrl - corso Italia 18 Stresa (VB)

 

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