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Giovanni Pascoli, giovani buoi (fotografia) Alla Fondazione Ricci di Barga (LU) "Immagini del mondo pascoliano"
20 ottobre 2012 - A Barga (LU) una mostra racconta aspetti sconosciuti e luoghi pascoliani: disegni, ricordi, amici e rebus di Giovanni Pascoli, tutto il mondo del poeta del quale ricorre quest’anno il centenario della morte.

 “Immagini del mondo pascoliano” - Giovanni Pascoli disegnatore ed enigmista

Disegni, ricordi, amici e rebus di Giovanni Pascoli nella sede della Fondazione Ricci di Barga.

Nei pannelli che compongono le 7 sezioni della mostra documentaria, e nella pubblicazione che porta lo stesso titolo, edita dalla Fondazione Ricci Onlus, c’è tutto il mondo del poeta del quale ricorre quest’anno il centenario della morte. La biografia di Pascoli è ripercorsa grazie ad Alfreda Rossi Verzani, attenta studiosa borghigiana, purtroppo scomparsa; le vite di Giovanni, Mariù, del cane Gulì nel loro “nido” sono il filo conduttore attraverso le sette sezioni che raccontano i ricordi, i luoghi e i personaggi conosciuti da Pascoli.
Autoritratto di Giovanni Pascoli. Archivio Casa Pascoli, CastelvecchioL’esposizione valorizza l’importantissima raccolta di documenti di Antonio Nardini, direttore della sezione di Barga dell’Istituto Storico Lucchese, centrando l’attenzione sul legame che univa Pascoli ai suoi luoghi e alla sua casa, vissuta come un vero e proprio archivio all’interno del quale conservare testimonianze di ogni più piccola esperienza e ricordo. Quadri, fiori, libri e oggetti regalati da amici o provenienti dalla natura, sua grande ispiratrice. Spazio anche al rapporto del poeta con gli artisti dell’epoca ed ai legami affettivi, grazie ad una carrellata di 96 schede relative a tutte le persone che hanno avuto a che fare con lui: i genitori, le sorelle, gli amici, i colleghi.

 

La mostra. È composta da 25 documenti originali, 57 cartoline molte delle quali corredate da poesie manoscritte, da circa 50 tra ritagli e pagine di quotidiani e riviste d’epoca oltre a numerose riproduzioni tra cui il manoscritto de “Il gelsomino notturno”, dedicato all’amico Gabriele Briganti in occasione del suo matrimonio. I documenti esposti provengono delle collezioni degli archivi privati Nardini, Tognarelli, Verzani, Cardosi Carrara, Mordini, da quello della Fondazione Ricci Onlus, dalla collezione di Casa Pascoli e dalla Biblioteca Statale di Lucca.

I disegni. Uno degli aspetti tutt’ora poco conosciuti del poeta di Castelvecchio è la passione per il disegno con il quale immortalava i momenti quotidiani. Ritratti dell’amato compagno a quattro zampe, della sorella, ma anche della loro casa nei diversi progetti che progressivamente ne definirono l’aspetto come oggi la conosciamo, sono il cuore di questa esposizione. Se da una parte gli schizzi sono espressione della profonda riflessività del poeta e dell’attaccamento al suo nido, dall’altra compaiono anche a corredo dei suoi manoscritti e rappresentano un aspetto ancora poco noto della sua vita artistica.

I rebus. Giovanni Pascoli si rivela anche enigmista: numerosi infatti i rebus in mostra che il poeta amava inventare per sé e la sorella, “fermando” la realtà dei luoghi e degli aspetti della vita di tutti i giorni: un aspetto ad oggi poco conosciuto della sua figura. Molto caro al poeta il gioco di parole rappresentato dall’immagine di due giovani buoi al pascolo, che adottò come simbolo del proprio nome utilizzandola per inviare saluti agli amici.

Le foto. Numerose anche le fotografie, di cui Pascoli fu pioniere con la sua Kodak del 1899 che immortalò tra gli altri l’amico Giacomo Puccini. Un altro protagonista dei suoi scatti fu Zi’ Meo, contadino di Castelvecchio definito dal poeta il suo “consulente linguistico”, grazie all’aiuto del quale introdusse nelle sue opere quei “termini volgari” che ne caratterizzano la poetica.

Giovanni Pascoli, Mariù e Gulì davanti a casa. Archivio Casa Pascoli, Castelvecchio

Giovanni Pascoli, Mariù e Gulì davanti a casa. Archivio Casa Pascoli, Castelvecchio

Una passione, quella per l’arte, che si nutre anche dell’amicizia con pittori e musicisti suoi contemporanei, come ben spiega la studiosa Gioela Massagli nella parte della mostra dedicata proprio ai rapporti di Pascoli con Alberto Magri, noto pittore barghigiano, con Antonio Antony De Witt, Adolfo Tommasi e Attilio Pratella, che illustrarono la terza edizione di Myricae del 1984, con Adolfo De Carolis, pittore, xilografo e illustratore anche delle opere dannunziane, con Vittorio Corcos, curatore per breve tempo dell’allestimento grafico dell’opera omnia del poeta, e con Plinio Novellini, con cui si instaurò una vivace collaborazione artistica sia per i “Poemi del Risorgimento” che per la Cunella sul Giornalino della Domenica.
Di particolare importanza il legame con Alfredo Caselli, proprietario del Caffè omonimo, oggi Caffè Di Simo a Lucca. Il ritrovo, luogo d’incontro di musicisti e artisti tra i quali Giacomo Puccini, Alfredo Catalani e Eugenio Luporini, vide nascere e crescere il profondo legame tra i due, al punto che quest’ultimo diventò un aiuto insostituibile per il poeta che, lontano da Lucca, gli affidò i suoi affari non solo letterari ma anche economici.
All’interno della mostra troveranno spazio anche cartoline originali dei luoghi cari a Pascoli, articoli di giornale apparsi sia prima che dopo il 1912, anno della morte, e fino alla scomparsa di Mariù, avvenuta nel 1953, oltre alle bozze dei discorsi che Salvo Salvi, scrisse in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Barga a Giovanni Pascoli nel 1897.

La mostra resta aperta al pubblico negli orari e giorni che trovate QUI fino all'11 novembre. Da questa data resta fruibile fino al 13 aprile 2013 solo su appuntamento ai numeri 0583/72.43.57 o 340/234.86.44.

Giovanni Pascoli, rebusGiovanni Pascoli, giovani buoi (fotografia)
 
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