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Ho un lupo nella pancia Ho un lupo nella pancia
Domenica 13 gennaio al Teatro Ferrari per “Il Teatro per le Famiglie” va in scena lo spettacolo firmato dal Centro di Produzione Teatrale vicentino e la compagnia vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia 2016.

Ho un lupo nella pancia ph. Eleonora Cavallo 2

Un padre, un figlio e una cucina contemporanea, metafora del bisogno di ogni bambino di trovare nel cibo non solo nutrimento ma anche cura e amore.

(Camposampiero, 09.01.2019) È stato definito dall’autorevole penna di Mafra Gagliardi “un bel pezzo di teatro (non solo per ragazzi, interessante anche per il pubblico famigliare) dove con ritmo perfetto, senza moralismi ma con estrema semplicità e efficacia si affronta il tema dell’alimentazione, inserito in quello più ampio dell’affettività”: l’anno nuovo comincia al Teatro Ferrari con un appuntamento da non perdere, lo spettacolo “HO UN LUPO NELLA PANCIA”, nato dalla collaborazione tra La Piccionaia e Babilonia Teatri. L’appuntamento è per domenica 13 gennaio (ore 16) ed è il secondo della rassegna “Il Teatro per le Famiglie 18/19” curata da La Piccionaia per il Comune di Camposampiero con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Veneto.

Lo spettacolo è scritto e diretto da Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, fondatori e componenti della pluripremiata formazione veronese (tra gli altri, due Premi Ubu e il Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia del 2016) che rappresenta una delle realtà più originali e innovative della nuova scena. Sul palco Carlo Presotto, Matteo Balbo e Stefano Capasso prestano voce e corpo alla storia di Bianco, un bambino che non mangia mai e beve soltanto: una fiaba moderna, ambientata in una cucina contemporanea e scandita da elementi pop e canzoni vintage, che portando oltre il limite del verosimile situazioni e tensioni proprie della relazione col cibo diventa la metafora del bisogno di ogni bambino di trovare nel cibo non solo la possibilità di nutrirsi, ma anche un’occasione per riceve cura, attenzione e amore.

Uno spettacolo nato per i bambini (a partire dai 5 anni) ma che parla anche agli adulti, affrontando il tema dell’educazione alimentare a partire da una prospettiva del tutto originale: quella del legame tra cibo e relazioni. Cibarsi, infatti, non è solo un bisogno primario, ma uno dei luoghi più importanti della relazione con chi ci sta intorno: ci allontaniamo dal dolce rassicurante del latte materno alla ricerca di cibi salati, assaggiamo il mondo e le persone intorno a noi, ridiamo e mastichiamo i sapori aspri che ci fanno fare le boccacce, finché impariamo ad assaporare anche l’amaro, ed iniziamo ad essere grandi.

“Cibo, cibo e ancora cibo: tutti oggi parlano di cibo – spiega Carlo Presotto. - Ma quale metafora racchiude la quotidiana abitudine del cibo? L’idea che sta alla base di questo approccio all’educazione alla salute ha a che fare con un piccolo rovesciamento di ruoli. L’adulto non viene a insegnarti come dovresti comportarti, quali cibi sono i migliori per te, ma viene ad esplorare insieme a te un mondo fatto di cibi e di relazioni con i familiari, gli amici, gli insegnanti e i compagni. Il suo compito è quello di attivare ed accompagnare la crescita di una consapevolezza. La sperimentazione svolta ci ha indicato che un percorso educativo sulla sana alimentazione può trovare maggiore efficacia quando tratta non solo di alimenti, ma anche delle relazioni che questi suscitano e accompagnano”.

Lo spettacolo è nato anche grazie ad un ciclo di laboratori condotti da La Piccionaia in 9 scuole venete nell’ambito del progetto “Favole da mangiare” con il supporto dei consulenti di Prodigi della Terra, azienda veneta leader nel settore dei prodotti alimentari naturali. Una collaborazione che ha visto convergere l’esperienza della compagnia vicentina nei linguaggi didattici e teatrali per l’infanzia e la gioventù e il team scientifico dell’azienda padovana in un’indagine che, attraverso il gioco, ha permesso di scoprire una serie di dati interessanti: dalla classifica dei cibi preferiti e di quelli meno amati (e di come questi siano legati alle persone che li servono) agli orari dell’alimentazione nelle famiglie, da dalle modalità con cui i bambini mangiano alle persone di cui amano circondarsi quando si siedono a tavola.

 

Prevendite biglietti: a Camposampiero presso Libreria Costeniero (Via Mogno 44), Edicola Quadrifoglio (Via Giorgione 16) e Tabaccheria La Torre (Piazza Vittoria 17); a Castelfranco Veneto presso De Santi Dischi (Piazza Marconi 1)

Biglietteria al botteghino: il giorno di spettacolo in Teatro a partire dalle ore 15. Biglietto unico € 4, promozione Porta il nonno a teatro: un nonno e due nipoti € 10.

Informazioni per il pubblico e prenotazioni

telefono 366 6502085

mail info@teatroferrari.it

www.teatroferrari.it

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