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Corcos La contessa Emilia Marianna Frankestein Soderini Vittorio Corcos - L'avventura dello sguardo
Dal 3 ottobre al 16 febbraio 2020 al Museo Accorsi di Torino; attraverso una scelta mirata di opere, ripercorre sei ‘capitoli’ di un’avventura dello sguardo che Corcos traduce in quadri ora intimi ora consacrati ai mille dettagli del lusso.

Vittorio Corcos - L'avventura dello sguardo

La Fondazione Accorsi-Ometto rende omaggio a un altro importante pittore dell’Ottocento: Vittorio Corcos, maestro indiscusso del ritratto femminile.

La mostra, curata da Carlo Sisi, attraverso una scelta mirata di opere, ripercorre sei ‘capitoli’ di un’avventura dello sguardo che Corcos traduce in quadri, ora intimi ora consacrati ai mille dettagli del lusso, così da restituirci, quasi percepibile e fragrante, l’aria del tempo.

IL PERCORSO ESPOSITIVO

La prima sezione, intitolata Sguardi, presenta una serie di ritratti femminili che introducono il visitatore nell’universo poetico di Vittorio Corcos: la giovane malinconica e quella seducente, la signora di ritorno dalla passeggiata o in posa sul mare, la bella adolescente o l’intellettuale dimostrano l’assunto critico, già molto diffuso a suo tempo, secondo il quale Corcos sapeva cogliere non soltanto le incantevoli fisionomie delle sue modelle, ma anche i sentimenti più riposti e misteriosi, in una gamma innumerevole di tipi femminili e delle relative inclinazioni sentimentali.

Nella sezione In posa nell’atelier, i protagonisti sono le personalità del tempo che frequentavano lo studio dell’artista, durante la sua brillante carriera: non solo le signore ritratte con dovizia di particolari, come Anna Belimbau, moglie del pittore Adolfo o Fernanda Ojetti, moglie del potentissimo Ugo, ma anche gli amici che, attraverso le loro pose disinvolte, documentano la partecipazione a comuni consuetudini di vita e interessi culturali con l’artista: tra questi, Jack La Bolina, pseudonimo di Augusto Vecchi, ufficiale di marina, noto soprattutto come scrittore di romanzi e di racconti oppure il pittore Francesco Gioli che, con il fratello Luigi, teneva studio nello stesso edificio abitato da Corcos.

La sezione Aria di Parigi comprende, oltre ai dipinti esplicitamente francesi, come la delicata Jeune femme se promenant au Bois de Boulogne – che doveva far parte di una più ampia composizione, a tutt’oggi sconosciuta – o le splendide Istitutrici ai Campi Elisi, il ritratto della Figlia di Jack La Bolina che ricorda le eleganze di De Nittis e degli amici impressionisti. Corcos, del resto, aveva avuto un’esperienza parigina che gli aveva consentito di aggiornare il proprio sguardo sugli indirizzi artistici e sullo stile di vita che portava alla ribalta i protagonisti della Belle Époque.

La sezione dedicata al Salotto della “gentile ignota” introduce il visitatore nell’eletto circolo della moglie di Corcos, Emma Rotigliano, assidua corrispondente di Giovanni Pascoli che le aveva attribuito quell’enigmatico appellativo. Accanto al ritratto di Emma si avvicendano quelli degli illustri frequentatori di casa Corcos: il poeta Giosue Carducci, l’ormai anziano macchiaiolo Silvestro Lega o il compositore Pietro Mascagni.

Nella sezione Luce mediterranea la costa livornese fa da sfondo al quadro In lettura sul mare, straordinaria prova di pittura en plein air in grado di attestare la qualità stilistica raggiunta da Corcos anche nel genere del paesaggio, di cui ne è ulteriore testimonianza il lirico scorcio di Pracchia, piccolo borgo della montagna pistoiese.

L’ultima sezione consacrata all’Eterno femminino riassume in due ‘capitoli’ il tema della donna sviluppato, in arte come in letteratura, dal Decadentismo: il quadro Sogni, fra i più celebri di Corcos, incarna perfettamente la bellezza ineffabile delle donne amate e descritte da D’Annunzio e da Fogazzaro, mentre la ricca selezione di incisioni dedicata alle “vergini funeste” porta in mostra i massimi rappresentanti della cultura figurativa mitteleuropea alla vigilia delle Avanguardie. In Sogni, Corcos riassume le inquietudini di un’epoca consapevole della propria crisi e a esso associa donne perdute ed altre venerate per la loro leggendaria bellezza, come Lina Cavalieri, “massima testimonianza di Venere in terra” secondo D’Annunzio e soggetto molto congeniale all’estro compositivo del pittore. Attento osservatore della moda del suo tempo, Corcos esibisce nella sua pittura un’eccezionale mimesi dei tessuti, dei ricami, dei gioielli, di ogni componente dell’abito utile a connotare la posizione sociale del personaggio ritratto, come si vede in Corinna Salmon o in Maria Josè principessa di Piemonte, la négresse blonde, così chiamata a causa dei suoi indomabili capelli.

LA VITA

Vittorio Corcos (1859-1933) nasce a Livorno da famiglia ebraica e si forma, da giovane, nelle Accademie di Firenze e in quella di Napoli, città da lui ambita per la presenza di Domenico Morelli, convinto assertore del concetto di verità. Nel 1880 inizia l’esperienza parigina frequentando il vivace salotto di Giuseppe De Nittis, collettore degli ‘italiani di Parigi’, entrando nell’orbita del mercante Goupil che sarà tramite di una precoce fortuna internazionale del pittore favorita dalla sua straordinaria abilità di ritrattista.

Nel 1886 rientra a Livorno e sposa Emma Rotigliano, la “gentile ignota” corrispondente di Giovanni Pascoli, per poi trasferirsi a Firenze dove riceverà il battesimo in San Giovanni il 9 dicembre 1887. Il salotto di casa Corcos diviene da allora meta affollatissima di letterati ed artisti, riflesso del milieu culturale aggiornato e poliglotta che si riflette nell’opera del pittore impegnato nella illustrazione di libri e di riviste, ma soprattutto nel ritrarre i protagonisti della società di fine secolo. Non mancano nella produzione di Corcos quadri di soggetto popolare che attestano la sua predisposizione verso le poetiche del naturalismo e la pittura di genere, ma la sua fama rimane legata a quelle figure femminili che furono dette “creature che hanno in sé qualche cosa del fantasma e del fiore” e che trovano la più coinvolgente rappresentazione nella già citata giovane del quadro Sogni.

La mostra intende, quindi, fare propria quella efficace definizione critica per allestire lo scenario adatto a comprendere una pittura da guardarsi con alla mano pagine di poesia e di romanzo, quelle stesse che, sulla fine del secolo, descrivevano bellezze regali, giovinezze fiere di anticonformismo intellettuale, cuori chiusi come fiori insidiosi o disponibili a una gioia sensuale.

In occasione della mostra il Museo Accorsi-Ometto organizza il percorso FASCINO E INTELLETTO. Storie di nobildonne, cantanti e scrittrici, protagoniste della Belle Époque che prevede la visita guidata all’esposizione temporanea, durante la quale si analizzeranno le figure femminili più significative dipinte da Vittorio Corcos, e che prosegue con una passeggiata nel centro storico di Torino alla scoperta delle protagoniste italiane della Belle Époque, come la violinista Teresa Tua, la poetessa Amalia Guglieminetti, l’attrice Lydia Quaranta, la soprano Cesira Ferrani e molte altre ancora.

QUANDO: domenica 20 ottobre, 3 e 24 novembre, 15 dicembre, ore 10.00

COSTO: € 14,00; con Abbonamento Musei € 8,00 DURATA: 2 ore e mezzo

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: 011 837 688 int. 3

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